Prende il via quest’oggi con la sfida tra Slovacchia e
Finlandia il torneo olimpico, con il ritorno, a distanza di 12 anni, delle star
della NHL. C’è grande attesa per ammirare nuovamente, eccezion fatta per la Russia, i migliori giocatori al
mondo, ma per quanto ci riguarda da vicino ve n’è altrettanta per il debutto
della nostra nazionale, in programma domani alle 12:10 contro la Francia.
Patrick Fischer non ha dichiarato un vero e proprio obiettivo.
Impossibile e un pizzico presuntuoso, d’altronde, farlo con un livello così
elevato. Da parte di tutto il clan elvetico traspare però un’evidente consapevolezza
nei propri mezzi, come ha sottolineato il selezionatore ai microfoni della RSI:
“Non ci saranno partite facili, altre nazionali sono superiori per la qualità
dei propri singoli, ma si tratta di uno sport di squadra e a fare la differenza
sarà il team”. Il fatto di arrivare con i galloni di duplici vicecampioni del
mondo dà a tutto il gruppo il diritto di crederci. Se la carta dice che
superpotenze quali Canada e Stati Uniti sono le principali candidate all’oro,
la stessa non può negare che pure la Svizzera ha i mezzi per poter ambire quantomeno
al gradino più basso del podio, Svezia e Finlandia permettendo.
Le due selezioni nordiche si presentano a Milano, fatta
eccezione per il difensore finnico dei Lions Mikko Lehtonen, interamente farcite
di giocatori militanti nella lega più prestigiosa al mondo. Decisamente un
vantaggio, ma non tale da destabilizzare Josi e compagni. Oltre al bernese, gli
altri nove NHLer in rosa ricoprono ruoli di spicco nelle loro franchigie e
tutto il resto della truppa, composta da molti leader nelle rispettive squadre,
può vantare un’esperienza e soprattutto una maturità invidiabile a livello
internazionale: il solo blocco dello Zurigo, escluso Christian Marti, porta in
dote oltre 600 partite disputate oltre oceano. Oltre al talento e alla leadership
dei singoli, i successi recenti sono giunti grazie ad un’unità granitica da parte
di tutto il gruppo, il quale ormai si conosce a meraviglia e sa esattamente come
approcciare a certi palcoscenici.
Tornando ai fatti certi, il calendario si presenta
favorevole per la Svizzera: imperativo imporsi contro i transalpini mentre sarà
importante giocarsela a viso aperto contro il Canada per poi arrivare nelle
migliori condizioni possibili ad affrontare la Cechia di Kubalik e Stransky in quella che, in un torneo
dove le tre vincitrici dei gironi e la miglior seconda passeranno direttamente ai
quarti di finale, rischia di essere una sfida cruciale per i nostri destini.
Ultimo appunto, a sottolineare la bontà del nostro hockey:
la National League con 36 partecipanti è la seconda lega più rappresentata a
questa rassegna a cinque cerchi.