CALCIO ITALIANO
Conte-Fabregas sulle scale mobili
Pubblicato il 11.02.2026 07:22
di L.S.
Fa segno «due» con le dita e poi ricorda chi anni fa, faceva uno zero con la mano e parlava di “zeru tituli”: il riferimento, ovviamente, era a Mourinho.
Lui è Antonio Conte, eliminato ieri sera ai rigori contro il Como e visibilmente alterato e poco sereno in conferenza stampa post-partita. Capita anche ai grandi allenatori, che hanno vinto tanto, di andare in affanno. Anche se è “soltanto” la Coppa Italia, anche se hai già dimostrato a tutti di saper vincere. Perdere non è mai bello e fa sempre male.
Fuori dalla Champions League, territorio che non gli mai stato amico, come gli hanno ricordato i suoi detrattori, il Napoli di Conte è fuori anche dalla Coppa Italia: in casa, per mano del Como di Fabregas, il nuovo che avanza.
Forse anche per questo che fa male perdere contro lo spagnolo, uno che è sulla bocca di tutti, che sembra in perenne ascesa: il suo Como gioca bene, fa un calcio propositivo e i giovani crescono che è un piacere.
Certo, ha speso tanto e ha una proprietà ricchissima, ma l’idea di gioco e di crescita che sta dietro a Fabregas è un marchio di fabbrica che verosimilmente gli permetterà in futuro di ambire a palcoscenici ancora più grandi.
Conte invece, dopo lo scudetto dello scorso anno e i soliti capricci estivi, sembra destinato a una stagione difficile, nonostante la vittoria nella Supercoppa, che per quanto gli permetta di fare “due” con le dita (grazie allo scudetto dello scorso anno) e di dire “nella prossime conferenze farò semplicemente questo gesto”, lo rende decisamente infelice. Per non dire abbattuto.
È una scala mobile la carriera: c'è chi sale e chi scende e ieri sera, forse i due si sono incrociati a metà strada. Chissà.
Purtroppo per Conte, non ha la classe di Mourinho, che anche quando faceva il segno delle manette o diceva “non sono un pirla”, riusciva a strappare un sorriso.
Lui è un guerriero, uno che a modo suo lotta contro tutto e tutti, e se perde anche questa peculiarità, gli resta davvero poco.