Un altro pareggio, il terzo di fila, e anche questo, come
quello di Winterthur, è da considerarsi giusto.
Il Lugano, in piena emergenza, senza l’intero centrocampo (fuori Grgic, Belhadj e Bislimi) e senza la fascia sinistra (Delcroix, Marques e Alioski), ha fatto quello che poteva, ossia pochino, contro un Servette in piena crisi e che anche stasera non ha certo impressionato.
Con il brasiliano Carbone al debutto senza aver fatto nemmeno un allenamento (un azzardo?) e con la prima da titolare di Kendouci, i bianconeri hanno faticato parecchio nel primo tempo per trovare le linee di gioco. Papadopoulos a centrocampo ha fatto quello che ha potuto, ma senza un uomo da “azzannare”, la sua posizione è apparsa piuttosto ibrida.
Davanti i bianconeri non hanno creato quasi nulla, tanto che il gol di Behrens, è arrivato grazie a un clamoroso regalo della difesa ginevrina.
La sensazione, nonostante una partita piuttosto sottotono, era che si potesse portare a casa la vittoria, anche perché Saipi aveva parato un rigore di Stevanovic per fallo di mano di Cimignani. E invece no, con il Lugano un po’ troppo schiacciato dietro, il Servette ha pareggiato con un gol di rapina in area di rigore di Mraz, entrato qualche minuto prima.
Alla fine è un punto che serve forse per l’Europa, ma difficilmente per la corsa al titolo, che ormai diventa una mera utopia.
Un’ultima annotazione: solo 2600 i presenti, a dimostrazione che anche i tifosi non ci credono più. Per sognare in grande bisognerà forse aspettare il nuovo stadio.
Il Lugano, in piena emergenza, senza l’intero centrocampo (fuori Grgic, Belhadj e Bislimi) e senza la fascia sinistra (Delcroix, Marques e Alioski), ha fatto quello che poteva, ossia pochino, contro un Servette in piena crisi e che anche stasera non ha certo impressionato.
Con il brasiliano Carbone al debutto senza aver fatto nemmeno un allenamento (un azzardo?) e con la prima da titolare di Kendouci, i bianconeri hanno faticato parecchio nel primo tempo per trovare le linee di gioco. Papadopoulos a centrocampo ha fatto quello che ha potuto, ma senza un uomo da “azzannare”, la sua posizione è apparsa piuttosto ibrida.
Davanti i bianconeri non hanno creato quasi nulla, tanto che il gol di Behrens, è arrivato grazie a un clamoroso regalo della difesa ginevrina.
La sensazione, nonostante una partita piuttosto sottotono, era che si potesse portare a casa la vittoria, anche perché Saipi aveva parato un rigore di Stevanovic per fallo di mano di Cimignani. E invece no, con il Lugano un po’ troppo schiacciato dietro, il Servette ha pareggiato con un gol di rapina in area di rigore di Mraz, entrato qualche minuto prima.
Alla fine è un punto che serve forse per l’Europa, ma difficilmente per la corsa al titolo, che ormai diventa una mera utopia.
Un’ultima annotazione: solo 2600 i presenti, a dimostrazione che anche i tifosi non ci credono più. Per sognare in grande bisognerà forse aspettare il nuovo stadio.
(Immagine Bluesport)