La
rincorsa del Lugano si è arrestata contro le ultime tre della
classe. Dopo il terzo pareggio si possono riporre ambizioni e
speranze, il titolo è una missione impossibile. Bisogna concentrarsi
sul traguardo europeo. Alibi e ragioni si confondono, ma alla fine il
campo emette verdetti quasi sempre giusti. Croci-Torti, ai microfoni
della Rsi, non intende accampare “scuse”,
nonostante “l'emergenza”, il centrocampo titolare era
fuori. La sua spiegazione è chiara: “Abbiamo cercato,
nei primi trenta minuti, di fare la partita e di andare in
vantaggio”, e poi di giocare “sporco”. Ma ammette le
difficoltà, nel secondo tempo la squadra ha fatto “fatica a
uscire con la palla al piede” e “attaccare in profondità”.
Il tema tattico è evidente: “Si è tenuto troppo poco il
pallone”. E ha un rammarico, i suoi hanno subito “un gol
un po' fortuito”. La partita
andava vinta “con i denti”.
Le note positive le individua in Carbone e Kendouci, giocatori che hanno mostrato qualità, ma che dopo 55 minuti erano sulle gambe. Conclude
dichiarando: “Il Servette non ha rubato niente”. Così è
il calcio, il calendario dei ticinesi pareva favorevole, ma la
frenata è arrivata proprio contro avversari che sembravano battibili
e decisamente alla portata. Hanno assistito all'incontro meno dei
soliti noti, allo stadio c'erano solo 2600 spettatori. Ma il tema è
noto, come pure le spiegazioni. Peccato. Riuscirà il nuovo impianto
a suscitare un maggiore entusiasmo?
(Foto
Ticishot-Simone Andriani)