Franjo
von Allmen ha una struttura fisica imponente. Sarà,
inevitabilmente e giustamente, l'atleta simbolo di questa Olimpiade.
La sua carriera è segnata, e brilla del colore più prezioso. Al suo
collo ci sono tre fantastiche medaglie d'oro, in una manifestazione in cui ogni atleta sogna di vincere. Eppure è ancora
giovanissimo. Le sue potenzialità erano note, la sua forza e la sua
tecnica sono esplose poderosamente. Il resto lo ha fatto la volontà,
quell'atto che sospinge, che consente di andare oltre e raggiungere
l'orizzonte, in questo caso dove c'è la gloria. Eccolo il suo viso
di ragazzo giovanissimo che manifesta uno sguardo pieno di
orgoglio e di serenità. Tutti si aspettavano che una simile impresa
la facesse Marco Odermatt, di professione leggenda. Ma le
medaglie del campionissimo non sono così lucenti, e non connaturate
alla sua grandezza. Il suo dominio non ha potuto esercitarsi come lui
voleva. Il suo desiderio è stato limitato da un avversario formidabile
e indomabile. L'Olimpiade è il sogno, per lo sportivo rappresenta il
parossismo. La medaglia d'oro è il culmine, che dona una
parvenza di significato alle incertezze e alle fragilità dell'esistenza.
Franjo e Marco sono i
protagonisti di una grande storia di sport, la trama è intricata, ma
il finale è strepitoso, si poteva sospettare ma non attendere in
tale maniera. Ora Franjo
ha il sacrosanto diritto di essere celebrato, le sue emozioni sono ormai sentimento. E si può già procedere con il ricordo. Il tempo scorre veloce, sua una pista da sci, ma anche nella vita.
OLIMPIADE
Franjo il magnifico