In sala stampa, a fine partita, Mattia Croci-Torti è stato trasparente: "Abbiamo provato a sfangarla" sono state le sue parole, e il filo conduttore della prestazione dei ticinesi contro il Servette. Giocare senza l'intero centrocampo titolare era senz'altro difficile, così come far stare sul terreno di gioco sino alla fine giocatori ancora non del tutto pronti come Lukas Mai, per esempio, che pure si è ben disimpegnato dietro, al fianco di un Kelvin sempre più inserito negli schemi di gioco bianconeri, ma che, soprattutto nella ripresa, non è riuscito a dare supporto al gioco offensivo bianconero. Una tattica inedita, quella bianconera, fatta di lanci lunghi a scavalcare il centrocampo, affidandosi agli spunti di Behrens. Uno schema che aveva anche funzionato, visto che l'attaccante germanico il gol del momentaneo vantaggio, nella prima frazione, lo aveva anche trovato. Poi, però, nella ripresa, i sottocenerini si sono pericolosamente abbassati, incapaci di tenere lontani i ginevrini dai propri sedici metri. Inevitabile, così, incassare il gol del pari, propiziato anche da un errore individuale di Steffen, subentrato nella ripresa ma decisamente in serata no. Alla fine, il punticino è di quelli guadagnati, vista la condizione fisica e atletica dei luganesi a fine partita.
Tante sono state le domande poste al Crus a fine gara, dell'utilizzo precoce di Carbone, appena arrivato e con poche ore di allenamento coi compagni nelle gambe, passando attraverso un inusuale gioco di lanci lunghi al posto della normale costruzione dell'azione, fatta di possesso palla e ricerca degli spazi con la palla a terra. Mattia Croci-Torti non ha avuto paura di dire che la scelta di Carbone titolare era dovuta alle contemporanee assenze di tre elementi in grado di ricoprire il ruolo, così come le scelte tattiche, giustificate anch'esse dell'emergenza.
A noi è venuto spontaneo chiedere che Lugano vedremo a Basilea, dove i ticinesi si giocheranno chances importanti di secondo posto, al netto di cosa farà il San Gallo, che ieri è tornato alla vittoria casalinga contro un YB sempre più allo sbando. Il Crus è stato laconico: al di là dei rientri a centrocampo dei giocatori squalificati, bisognerà capire come staranno quelli dietro. Dopodiché, aggiungiamo noi, bisognerà fare delle valutazioni su alcuni elementi, in ottica del contributo che potranno eventualmente dare la prossima stagione: Bottani e Steffen, per esempio, ieri non sono riusciti a fare la differenza. Bisogna capire se si è trattato solamente di una serata storta, o se i problemi sono altri, e più profondi: sarà il tempo a dircelo.
Tante sono state le domande poste al Crus a fine gara, dell'utilizzo precoce di Carbone, appena arrivato e con poche ore di allenamento coi compagni nelle gambe, passando attraverso un inusuale gioco di lanci lunghi al posto della normale costruzione dell'azione, fatta di possesso palla e ricerca degli spazi con la palla a terra. Mattia Croci-Torti non ha avuto paura di dire che la scelta di Carbone titolare era dovuta alle contemporanee assenze di tre elementi in grado di ricoprire il ruolo, così come le scelte tattiche, giustificate anch'esse dell'emergenza.
A noi è venuto spontaneo chiedere che Lugano vedremo a Basilea, dove i ticinesi si giocheranno chances importanti di secondo posto, al netto di cosa farà il San Gallo, che ieri è tornato alla vittoria casalinga contro un YB sempre più allo sbando. Il Crus è stato laconico: al di là dei rientri a centrocampo dei giocatori squalificati, bisognerà capire come staranno quelli dietro. Dopodiché, aggiungiamo noi, bisognerà fare delle valutazioni su alcuni elementi, in ottica del contributo che potranno eventualmente dare la prossima stagione: Bottani e Steffen, per esempio, ieri non sono riusciti a fare la differenza. Bisogna capire se si è trattato solamente di una serata storta, o se i problemi sono altri, e più profondi: sarà il tempo a dircelo.
(Foto SP)