AC BELLINZONA
"Ne verremo fuori"
Pubblicato il 13.02.2026 09:08
di Enrico Lafranchi
Il Bellinzona riuscirà va salvarsi? Juan Carlos Trujillo è convinto che la salvezza è un traguardo che verrà raggiunto, e forse nemmeno come sostiene Sannino, ossia lottando con la forza della disperazione sino “all’ultimo secondo”. Secondo il presidente, questa squadra ha i mezzi per venire fuori dalla situazione in cui si trova. Ha ragione il patron di dire che, a prescindere dal momento delicato, occorre essere positivi.
È vero che l’approssimazione con cui si è affacciato nel nostro calcio (“obiettivo dichiarato ‘promozione’) avrebbero consigliato prudenza. Ma è anche vero che il patron dice quello che pensa e questo è subito piaciuto non solo ai tifosi ma anche alla Città, che gli ha steso immediatamente il tappeto rosso per il semplice fatto che la partenza di Pablo Bentancur a Palazzo municipale era stata salutata con grande soddisfazione.
L’approccio di Trujillo per la verità non è stato dei migliori, il Bellinzona è partito ultimo in classifica e lo è tuttora in una posizione tutt’altro che rassicurante. D’accordo che il campionato è ancora tutto da giocare, il punto è capire come ne potrà venire fuori. La squadra ne ha veramente i mezzi? Da metà campo in avanti non c’è traccia di gioco (peggiore attacco) e da metà campo all’indietro si aprono spazi che l’avversario di turno sfrutta pressoché a suo piacimento (peggiore difesa). Aldilà degli episodi (l’ultimo il gol subito al Novantesimo a Nyon) e dei risultati (troppi pochi 4 punti nelle ultime cinque partite segnate, per di più, da tre sconfitte consecutive) la sensazione è che la squadra abbia ora un’impronta precisa. Merito di Sannino, un allenatore che ha saputo restituire stimoli a dei giocatori che a furia delle ‘stangate’ incassate con Benavente, non sembravano più coscienti dei loro mezzi. L’ex Palermo ha saputo rifondare la squadra con le sue idee e, soprattutto, le sue convinzioni. Adesso sotto il cielo granata c’è ottimismo. Lo confermano le parole di Trujillo secondo il quale la crescita della squadra a livello mentale oltre che tecnico e tattica è dovuta alla maturità di un allenatore che non è secondo a nessuno.
Senza tanti giri di parole Trujillo si è reso conto che il ‘parco stranieri’ non è quello che lui sperava. Il Bellinzona, fatte le dovute eccezioni, non è sicuramente la squadra di ChL che sta meglio a livello tecnico. Il patron si è lasciato trascinare un po’ troppo da nomi probabilmente ‘decantati’ nel calcio colombiano. Giocatori che tuttavia , forse anche a causa dello stress determinato dall’incombente necessità di dovere macinare punti, stanno incontrando qualche problema di inserimento nel campionato cadetto. Una questione dovuta anche al loro atteggiamento mostrato in campo (è noto che taluni arbitri sono severi solo là dove, e con chi, vogliono loro): al suo debutto Mosquera si è beccato esageratamente due gialli e il conseguente cartellino rosso costringendo i granata a chiudere in dieci e a incassare il gol del pareggio.
Trujillo fa con serenità queste riflessioni.
Juan Carlos, è preoccupato della situazione di classifica venutasi a creare?
“Io sono per natura fiducioso e ottimista. Il campionato va avanti con una rapidità impressionante. Siamo coscienti che l’obiettivo è di salvarsi in modo da potere affrontare la prossima stagione in un’altra maniera”.
Il ritardo di punti sugli avversari diretti è comunque abbastanza marcato: ce la farete a recuperare?
“Ci sono ancora tante partite, giocheranno un ruolo preponderante gli scontri diretti con il Carouge e il Wil. Il nostro rendimento sta crescendo, possiamo contare su un grande tecnico e questo gioca a nostro favore”.
D’accordo, ma i punti anche con un “grande tecnico” si fanno desiderare…
“Con Sannino - che ha le sue idee - la squadra è migliorata di settimana in settimana. Anche a Nyon, nonostante la ‘disavventura ‘ di subire la rete dell’1-1 al 90’, abbiamo fornito una buona prestazione”.
Che ‘ricetta’ prescrive ai suoi giocatori?
“Di soffrire e dare l’anima in tutte le gare che restano. Il nostro campo deve restare tabù a ogni squadra, poco importa in quale posizione si trovano. Il Vaduz capeggia la classifica ma questo è un dato relativo. Il primo semestre è andato così così, il secondo (il girone di ritorno, ndr) spazzerà via ogni dubbio”.
Che ruolo può avere l’apporto del pubblico?
“Un ruolo di grande importanza. Sarebbe bello vedere alle partite interne più gente, un pubblico caldo e costante. Come quei ragazzi (i Boys 05) che seguono la squadra in tutte le trasferte. Noi, in lotta per la salvezza, abbiamo bisogno di questi tifosi che oltretutto fanno dei sacrifici per seguirci”.
La partita di stasera col Vaduz la possiamo definire un duello stimolante?
“Certo. La classifica (primo, rispettivamente ultimo posto, ndr) non è assolutamente indicativa. La vogliamo vincere!”.
Come giudica questa sua esperienza con il calcio elvetico?
“Molto bella. La mia ‘prima’ è da considerare un’annata di assestamento. Andremo avanti con più maturità e consapevolezza”.
Significa con Juan Carlos ancora al timone dell’ACB?
“Sì sì, e su una ‘scala’ lunga. Noi vogliamo solo il bene della società”.
Qualunque sia l’interpretazione delle dichiarazioni rilasciate da Trujillo, che ha la fortuna di avere nella Città lo sponsor più importante, confermiamo che nell’ambiente c’è un affiatamento e un’intesa corale che possono solo fare del bene all’ACB.
(Foto ENLA)