Il
sedicente Derby d'Italia finisce tra le polemiche, e non poteva
altrimenti. La storia è inesorabile e molto spesso si ripete. Damien
Comolli e Giorgio Chiellini, dopo la partita, hanno manifestato
sdegno e furia. Sostenendo, all'unisono, che: “Non si può
parlare di calcio”, poiché “è successo qualcosa di
inaccettabile”. Testimone il mondo intero, che avrebbe
assistito allo scempio che è stato perpetrato. Madama si sente
oltraggiata e penalizzata, reclama giustizia ed equità. E si è
invocato il Var, andrebbe cambiato il protocollo e introdotta la
possibilità di giudicare circa l'inesistenza di un secondo giallo,
qualora porti all'espulsione. Il resto è social, funziona così il
commento del football nel terzo millennio, commenti forti, immagini
più o meno false e lo spettacolo è servito. È un Tribunale in
servizio permanente, dove la linea guida la detta il moralismo. Il
reprobo è Bastoni: colpevole di aver simulato e di avere esultato
per l'espulsione di Kalulu. La condanna è perentoria e
definitiva: fuori anche dalla Nazionale. E la partita? Un dettaglio,
un orpello che si perde nella pletora delle discussioni e delle
invettive. Inter-Juve è stato un incontro divertente, pieno di
errori tecnici e con uno sviluppo tattico disordinato. Le squadre
hanno confermato i loro pregi e difetti. Esulta l'Inter, che
finalmente riesce a vincere uno scontro diretto. La Juve ha trovato
una certezza: ha un tecnico di spessore, adatto per il campionato, e
questa è una buona notizia per il suo futuro.
CALCIO ITALIANO
La Juve è indignata