CAMPIONATO ITALIANO
La nuova realtà del Como e il nuovo volto di Chivu
Pubblicato il 15.02.2026 12:05
di Silvano Pulga
Questa giornata del campionato di Serie A, la venticinquesima, la ricorderemo come quella della fine di una certa narrazione per alcuni personaggi di questa stagione del massimo campionato d'oltreconfine. La prima riguarda il Como: da questa settimana, infatti, i lariani sono entrati in una nuova dimensione. La vittoria ai rigori a Napoli, nei quarti di Coppa Italia, non ha solo regalato loro un traguardo che mancava da decenni, ma li ha messi nella necessità di confrontarsi con una realtà inedita: lo stress derivante da partite importanti da dentro/fuori a metà settimana, e il peso fisico e psicologico di avvicinarsi a grandi traguardi. Per le grandi è la normalità: ma per questa compagine, come ha sottolineato Cesc Fàbregas a fine gara commentando la sconfitta casalinga contro la Fiorentina, non lo è. 
Quella azzurra è una squadra giovane, formata da talenti che hanno tutto per arrivare, tra pochi anni, a giocarsi sfide importanti. Tuttavia, ha sottolineato l'ex fuoriclasse della nazionale spagnola, sono ragazzi che devono ancora essere formati sotto l'aspetto caratteriale. Al netto del risultato negativo ottenuto contro i viola che, sinora, i comaschi avevano sempre duramente maltrattato, la prestazione non è stata all'altezza rispetto ad altre del passato recente. Ci può stare, dopo la sfida di mercoledì in Coppa Italia col Napoli, peraltro giocata con un'attenzione e una tutto sommato inedita capacità di soffrire da parte lariana. Tuttavia, fatalmente, questi sforzi chiedono il conto. A dimostrazione, come ha comunque sempre detto Cesc, che i suoi stanno facendo un percorso di crescita. Il tempo della spensieratezza, alle pendici del Baradello, è però finito. Ora inizia il difficile; e, come detto da Fàbregas in tempi non sospetti, questo sarà il salto più impegnativo da fare. Mercoledì sera saremo a San Siro, e vedremo come reagiranno gli azzurri al cospetto della seconda della classe.
La seconda narrazione che si è sciolta come neve al sole è stata quella di Christian Chivu, finora osannato per le sue dichiarazioni post gara, sempre equilibrate e rivolte a mettere sempre davanti l'aspetto sportivo rispetto alle polemiche: facile, quando va tutto bene. Ieri, dopo quanto successo in campo, con Bastoni che prima ha simulato un fallo inesistente e poi esultato in faccia all'avversario, espulso per doppia ammonizione, anziché ammettere l'accaduto, come ci si sarebbe aspettato visti i precedenti, ha pronunciato alcune dichiarazioni assolutorie francamente fuori luogo. A noi Chivu ricorda un po', come figura, Giovanni Invernizzi, l'allenatore di una squadra che vinse col pilota automatico lo scudetto 1970/71, quando Sandro Mazzola (lo confessò decenni più tardi) entrò, nell'intervallo di un rovente Inter-Napoli, nello spogliatoio dell'arbitro, e non per fargli i complimenti. L'Inter quest'anno vincerà il campionato in forza di una superiorità oggettiva; in fondo, bastava annunciare una sanzione economica al giocatore. Da oggi, invece, tutti saranno autorizzati a guardare la Beneamata e il suo condottiero con occhi diversi. Peccato.