AC BELLINZONA
ACB: numeri preoccupanti
Pubblicato il 16.02.2026 17:00
di Enrico Lafranchi
Ci sono anche bilanci a cifre rosse, nessuno ne dubita. Non occorre un diploma di contabile per accertare determinate situazioni. Le cifre hanno un ‘linguaggio’ chiaro. Sono ‘numeri’ impietosi quelli che concernono il Bellinzona. Chiariamo: non a livello finanziario, con Juan Carlos Trujillo non ci sono problemi di questa natura.
Ma c’è un tasto dolente. La squadra è all’ultimo posto della classifica e non riesce a ‘smaltire’ il ritardo sulle due squadre (Carouge e Wil) che hanno lo stesso obiettivo: mantenere il posto in Challenge League. La situazione si sta facendo vieppiù pesante, la salvezza non è per fortuna ancora un ostacolo insormontabile ma le gare da disputare si riducono di settimana in settimana.
Sannino è in panchina dalla undicesima giornata. In dieci gare con Manuel Benavente la squadra aveva conquistato 4 punti sui 30 disponibili, frutto di altrettanti pareggi. Zero vittorie, sei sconfitte, comprese due ‘stangate’ solenni: 11 reti incassate contro il Vaduz (6-0) e lo Xamax (5-1 al Comunale).
Il cambio di panchina (seguito dalla sconfitta per 0-3 dallo Stade Lausanne) ha portato un totale di 10 punti in dodici gare con 16 gol subìti e 14 fatti (con Benavente 5). A conti fatti, il Bellinzona ha il peggior attacco (19 segnati) e la peggiore difesa (39 incassati) di tutta la lega cadetta.
I punti ottenuti con Sannino (10) possono ritenersi inferiori alle attese? Ragionando così, come qualcuno ha fatto, significa dimenticare la scarsa qualità della rosa. Diversi giocatori non posseggono i requisiti di una Challenge League che, a detta di tutti gli allenatori che ne risultano coinvolti, è un campionato difficile (repetita iuvant: lo ha dichiarato anche Marc Schneider, mister della capolista Vaduz).
Sannino cerca sì di far sentire ‘importanti’ i suoi ‘pupilli’, ma quando mancano i fondamentali i risultati sono quelli di una difesa ballerina, con il solo Mihajlovic in grado di saper costruire dalle retrovie, un centrocampo anemico (tanto movimento ma poca concretezza) e un attacco che coglie troppi pochi palloni giocabili, di conseguenza raramente in grado di finalizzare: “nel calcio bisogna andare verso la porta avversaria”, Sannino dixit. In sintesi, l'impressione è che il Mister si stia ritrovando nella condizione di dover lavorare con quello che passa in convento.
Poche storie. Venerdì si va a Rapperswil. In ottica salvezza bisogna riuscire a portare a casa i tre punti o comunque non perdere. Si affronta un avversario, guidato dall’ex Lugano Selcuk Sasivari, reduce dalla vittoria ottenuta a Wil e di recente sullo Stade Lausanne che la settimana scorsa ha fatto poker con l’Aarau.
Speriamo che qualcuno accorra al capezzale di una squadra che ha un tremendo bisogno di vincere una partita (tre in 22 partite: un misero bottino!).
(Foto Filippo Zanovello)