Ci sono anche bilanci a cifre rosse, nessuno ne dubita. Non
occorre un diploma di contabile per accertare determinate situazioni. Le cifre
hanno un ‘linguaggio’ chiaro. Sono ‘numeri’ impietosi quelli che concernono il
Bellinzona. Chiariamo: non a livello finanziario, con Juan Carlos Trujillo non
ci sono problemi di questa natura.
Ma c’è un tasto dolente. La squadra è all’ultimo posto della
classifica e non riesce a ‘smaltire’ il ritardo sulle due squadre (Carouge e
Wil) che hanno lo stesso obiettivo: mantenere il posto in Challenge League. La
situazione si sta facendo vieppiù pesante, la salvezza non è per fortuna ancora
un ostacolo insormontabile ma le gare da disputare si riducono di settimana in
settimana.
Sannino è in panchina dalla undicesima giornata. In dieci
gare con Manuel Benavente la squadra aveva conquistato 4 punti sui 30
disponibili, frutto di altrettanti pareggi. Zero vittorie, sei sconfitte,
comprese due ‘stangate’ solenni: 11 reti incassate contro il Vaduz (6-0) e lo
Xamax (5-1 al Comunale).
Il cambio di panchina (seguito dalla sconfitta per 0-3 dallo
Stade Lausanne) ha portato un totale di 10 punti in dodici gare con 16 gol subìti e
14 fatti (con Benavente 5). A conti fatti, il Bellinzona ha il peggior
attacco (19 segnati) e la peggiore difesa (39 incassati) di tutta la lega cadetta.
I punti ottenuti con Sannino (10) possono ritenersi
inferiori alle attese? Ragionando così,
come qualcuno ha fatto, significa dimenticare la scarsa qualità della rosa.
Diversi giocatori non posseggono i requisiti di una Challenge League che, a
detta di tutti gli allenatori che ne risultano coinvolti, è un campionato
difficile (repetita iuvant: lo ha dichiarato anche Marc Schneider, mister della
capolista Vaduz).
Sannino cerca sì di far sentire ‘importanti’ i suoi
‘pupilli’, ma quando mancano i fondamentali i risultati sono quelli di una
difesa ballerina, con il solo Mihajlovic in grado di saper costruire dalle
retrovie, un centrocampo anemico (tanto movimento ma poca concretezza) e un
attacco che coglie troppi pochi palloni giocabili, di conseguenza raramente
in grado di finalizzare: “nel calcio bisogna andare verso la porta avversaria”, Sannino
dixit. In sintesi, l'impressione è che il Mister si stia ritrovando nella condizione di dover lavorare con quello che passa in convento.
Poche storie. Venerdì si va a Rapperswil. In ottica salvezza
bisogna riuscire a portare a casa i tre punti o comunque non perdere. Si
affronta un avversario, guidato dall’ex Lugano Selcuk Sasivari, reduce dalla
vittoria ottenuta a Wil e di recente sullo Stade Lausanne che la settimana
scorsa ha fatto poker con l’Aarau.
Speriamo che qualcuno accorra al capezzale di una squadra
che ha un tremendo bisogno di vincere una partita (tre in 22 partite: un misero
bottino!).
(Foto Filippo Zanovello)