GIOCHI OLIMPICI
Una visita... olimpica!
Pubblicato il 16.02.2026 17:15
di Silvano Pulga
Una delle cose che abbiamo apprezzato, nella nostra visita alla Casa Olimpica svizzera a Milano, allestita negli spazi del Consolato elvetico in via Palestro/piazza Cavour, è senz'altro la qualità dei serramenti, in grado di tenere fuori i rumori provocati dalla frenesia della metropoli, impegnata a produrre (o "fatturare", come da neologismo lanciato da più di un comico meneghino), come avviene in tutti i giorni feriali dell'anno. Entri, e ti accoglie il ricco buffet del bar dello Swiss corner (a prezzi da centro città, e quindi vicini a quelli ticinesi, un modo per farti sentire più a casa), accompagnato dai sorrisi del personale. Poca gente presente, nonostante manchino pochi minuti alla prima manche dello slalom di Bormio: del resto, la tregua olimpica non vale per gli affari, e i tanti connazionali residenti in città, a quest'ora, sono sul posto di lavoro.
Sobrietà come parola d'ordine, persino nel plastico ferroviario costruito nel locale, per pubblicizzare il mezzo di trasporto più usato nella Confederazione: niente a che vedere, quindi, con quello esposto al Verkehrshaus di Lucerna, che ammiriamo ancora oggi come quand'eravamo bambini. Tuttavia, i visitatori possono azionare i treni, seppure sotto sorveglianza: e tornare all'infanzia è davvero un attimo. Fuori, nel cortile, dove è stato allestito il giardino alpino, è presente anche il maxischermo per seguire la gara, col commento della RSI. Tuttavia, visto che siamo a febbraio, e che non ci sono molte persone presenti, decisamente meglio farlo all'interno, seduti ai tavolini del bar ristorante, davanti a un altro schermo gigante. Prima manche complicata, viste le condizioni atmosferiche, con una copiosa nevicata in atto che ha ridotto la visibilità di chi non è partito tra i primissimi, e su un percorso disegnato ieri, con condizioni atmosferiche differenti e che, nel corso della gara, ha fatto strage di tanti protagonisti partiti nei primi quindici.
Dentro, a tifare per Loïc Meillard, nostro atleta di punta nella disciplina, un'allegra famiglia in vacanza, con tanto di bandiere rossocrociate. Ottima la prestazione del neocastellano, che chiude al secondo posto parziale, in una gara che ha visto uscire a sorpresa il brasiliano Pinheiro Braathen, medaglia d'oro in gigante, l'austriaco Feller e l'azzurro Vinatzer. Un risultato che ha permesso al neocastellano di potersi giocare una medaglia nel pomeriggio, con una visibilità migliore e una diversa tracciatura. E il nostro portacolori non ha tradito le attese, regalandoci la medaglia d'oro, in un'emozionante seconda manche, col tempo totale di 1.53.61: non lo saprà mai, ma forse anche il nostro gesto scaramantico di sostenerlo da Casa Svizzera gli ha portato fortuna, dopo l'argento e il bronzo ottenuti, rispettivamente nella combinata a squadre e nel gigante.
(Foto SP)