Tre
partite e tre sconfitte, dieci gol subiti e solo tre segnati. La
Champions delle italiane è lastricata di delusione e impotenza. Che
siano tedeschi, turchi o norvegesi il risultato è stato sempre lo
stesso. E si aggiunga che il passaggio del turno, per le tre, è
davvero complicato, serviranno delle imprese. Il campo è spietato, e
conferma una tesi che si è imposta da tempo: il calcio italiano vive
in uno stato di crisi perenne. Il sistema è collassato da tempo, non
ha nessuna progettualità, non ha nessuna ambizione. Rimane in uno stato di mera
sopravvivenza. Conta esclusivamente su una grande passione popolare che attraversa
lo Stivale. Si potrà obiettare che l'Inter ha disputato due finali
Champions in tre anni, ma la sensazione è quella che sia trattato di
prodezze sporadiche, e che non certifichi la forza o la catarsi del
movimento. In Serie A si gioca male, sotto ritmo, le interruzioni
sono la prassi, agonismo e tatticismo sono esasperati. Il dibattito è
incentrato su sterili e oziose polemiche, che distraggono dalle vere
problematiche. E tra qualche settimana comincerà un autentico
melodramma, la Nazionale cercherà, disperatamente, di qualificarsi
per il prossimo Mondiale. Parafrasando il sommo poeta: speranze e
rinascite sono lontane e non si può uscire per “riveder le
stelle”.
CHAMPIONS
Tracollo Italia