Il clima è gelido a tutti gli effetti. Pioggia frammista a
neve, aria fredda. Finalmente ieri (giovedì) un‘occhiata di sole. Anche per
quel che riguarda il “cast” non è stata una grande settimana per l‘ACB. Ai già
numerosi acciaccati si aggiungono le assenze forzate di Gonçalves (il giocatore
più in forma) e Bomo (giocatore tosto). Il centrocampo ne soffrirà. In difesa
rientra da titolare Aris Sörensen, è già qualcosa di positivo (contro il Vaduz
Mahir Rizvanovic non ha convinto). Davanti ci si deve affidare soprattutto a
Evan Rossier, anche venerdì scorso autore di una buona prestazione nonostante
sia rimasto all‘asciutto di reti (senza il suo gol sarebbe probabilmente
maturata una sconfitta anche a Nyon) e a Willy Vogt (4 gol) atteso al rientro
unitamente ad Armando Sadiku (5, capocannoniere, ultimo “centro” il 6 dicembre
col Nyon). Si vincono pochi duelli, sulle seconde palle arrivano quasi sempre prima
gli avversari. Non c’è mezzo di sfruttare uno dei tanti cross di Dragan
Mihajlovic nei sedici metri: una quantità di palloni che si perdono nel nulla
(la nostra “radiografia” è sempre riferita alla gara con il Vaduz).
Ci sono però anche note positive che incoraggiano ad essere
fiduciosi, e anche ottimisti: “l’ottimismo è tutta salute”, cita un proverbio
italiano.
Tito Spinelli si fida di quello che vede da quando è
arrivato Beppe Sannino. Il DS è
dell‘avviso che il mister ha riportato in squadra una bella fetta di
entusiasmo. Per organizzazione e gioco non c’è confronto con Manuel Benavente:
lo spagnolo ha “toppato” un numero considerevole di partite. Per chi non si
ricordasse: in 11 turni di campionato, neanche una vittoria.
Non vorremmo stare sempre a fare le stesse domande, è chiaro
che anche il direttore sportivo sottolineerà l’importanza del confronto e che
bisogna lottare per tornare finalmente a vincere una partita (anche in
trasferta!). Si affronta il Rapperswil in trasferta, formazione coriacea che al Bellinzona
ha già tolto 4 punti: 1-1 al Comunale (Sadiku), 2-1 in casa
(Sadiku). I sangallesi sono sesti in classifica con 25 punti e nelle quattro
partite sin qui giocate nel girone di ritorno hanno conquistato 6 punti (due
vittorie contro Wil e Stade Lausanne), contro i 4 del Bellinzona (pareggio con
lo Stade Nyonnais e vittoria con lo Xamax).
Tito, in quale ottica avete programmato questa partita?
“Loro in classifica sono messi bene, noi siamo indietro di 11 punti. L‘importante è tornare a casa con i tre punti, mi sembra ovvio.”
“Loro in classifica sono messi bene, noi siamo indietro di 11 punti. L‘importante è tornare a casa con i tre punti, mi sembra ovvio.”
C’era già a Nyon l’obiettivo di vincere, ma avete
ottenuto solo un punto…
“Vero, si è trattato di un punto ’amaro‘ visto che i vodesi hanno pareggiato nei minuti di recupero.”
“Vero, si è trattato di un punto ’amaro‘ visto che i vodesi hanno pareggiato nei minuti di recupero.”
Il campionato è ancora lungo, d‘accordo, siete però in
una posizione di classifica assai complicata…
“Mancano 14 partite, vuol dire che ci sono in palio ancora 42 punti. Ma non è che dobbiamo concentrarci su questi dati. Giochiamo l‘ultima di campionato a Carouge (il 15 maggio, il Wil gioca pure in casa con il Vaduz, ndr), questa partita però è già domani per noi. Intendo dire che saranno tutte delle finali.”
“Mancano 14 partite, vuol dire che ci sono in palio ancora 42 punti. Ma non è che dobbiamo concentrarci su questi dati. Giochiamo l‘ultima di campionato a Carouge (il 15 maggio, il Wil gioca pure in casa con il Vaduz, ndr), questa partita però è già domani per noi. Intendo dire che saranno tutte delle finali.”
Ai ginevrini avete consentito di portarvi via 6 punti:
qualcuno di troppo?
"Eh sì, adesso di punti non ne possiamo più regalare a nessuno!”
"Eh sì, adesso di punti non ne possiamo più regalare a nessuno!”
Cosa può essere decisivo stasera?
“Io la vedo come l‘ultima che abbiamo giocato là, sarà una battaglia.”
“Io la vedo come l‘ultima che abbiamo giocato là, sarà una battaglia.”
Si gioca alla 19.30 sotto la direzione di Deborah Anex.
(Foto ENLA)