OLIMPIADE
Maledetta ultima pietra
Pubblicato il 20.02.2026 06:03
di A. L.
Fa davvero molto male”, “È stata una questione di millimetri”, queste le parole tra lo scoramento e la delusione espresse da Schwarz-van Berkel, l'ultimo suo tiro non è riuscito, servivano due punti, che non sono arrivati. Finisce con la Gran Bretagna che batte  la Svizzera (per 8 a 5). Rossocrociati che erano arrivati alla semifinale in gran spolvero, e che coltivavano un grande sogno, e mettevano in pista legittime ambizioni. Maledetta ultima pietra. È il curling. La disciplina che, negli ultimi anni, ha conquistato un numero sempre maggiore di appassionati. Tattica, precisione, discussioni. Il punto lo si conquista mettendo il sasso nella casa. Esiste un simbolo più evocativo e sentimentale rappresentato dalla casa? Curling e Olimpiadi ormai costituiscono un binomio che rapisce e concupisce. Scivola, gira o fila diritta la pietra sul ghiaccio. Ci si difende o si attacca. La squadra ha un capitano (lo skip), si parla, ci si confronta. Si tira e si spazza sulla pista per meglio indirizzare la pietra. I telecronisti sono competenti, sono capaci di leggere il gioco, decriptano la tattica. E lo spettatore occasionale olimpico assiste, cercando di capire le regole. Ma poco importa, la curiosità cresce, l'attenzione è ineluttabile e anche il tifo. E peccato per la Svizzera. L'oro era l'orizzonte, che pareva raggiungibile. È sfumato per una maledetta ultima pietra.