Luciano Spalletti, nel dopopartita di Juventus-Como, appare come un uomo con più dubbi che certezze. Intendiamoci: il tecnico di Certaldo dice di sapere qual è il male della sua squadra. "La questione è mentale. Questo è un gruppo con tanta qualità, e lo ha dimostrato ancora di recente a Milano dove, pur in inferiorità numerica, ha fatto bene, e non avrebbe meritato di perdere. Ma il calcio è questa cosa qua: incassi un gol al primo tiro in porta, dopo aver perso un pallone che non va mai lasciato all'avversario. Sono cose che incidono, così come il non avere sfruttato una chiara occasione per pareggiare. Sono episodi, ma di quelli che tolgono certezze. Da lì, tanti passaggi sbagliati, ripartenza fallite... sono episodi che tolgono morale".
Tutto vero, ovviamente. Ora, però, c'è da ricostruire una squadra la quale, mercoledì sera, dovrà segnare almeno tre reti senza subirne, per guadagnare i supplementari contro i turchi del Galatasaray: "Non sono preoccupato per me, ma per i ragazzi, che dovranno ritrovare determinati equilibri. Questa è una squadra forte, lo ha già dimostrato diverse volte. Cosa non ha funzionato oggi? Loro sono una compagine che sa fare la partita, che palleggia bene, mette in difficoltà chunque. Però anche il secondo gol non possiamo, non dobbiamo mai prenderlo".
La sensazione è che la Juventus sia a una svolta. C'è la consapevolezza che ci vorrà una grandissima impresa per passare il turno mercoledì sera, ma non solo: per arrivare tra le prime 4 occorrerà, da qui a maggio, uno sforzo non indifferente. Oltre al Como, dietro anche l'Atalanta si sta facendo minacciosa, ed è una compagine abituata a lottare per questi traguardi. In definitiva, la Vecchia Signora, che tanti cuori fa trepidare anche in Ticino, si riscopre improvvisamente vulnerabile. E il futuro si fa cupo, perché una mancata qualificazione Champions significherebbe l'ennesima rifondazione. Un'ipotesi talmente negativa da non voler essere neppure contemplata.
La sensazione è che la Juventus sia a una svolta. C'è la consapevolezza che ci vorrà una grandissima impresa per passare il turno mercoledì sera, ma non solo: per arrivare tra le prime 4 occorrerà, da qui a maggio, uno sforzo non indifferente. Oltre al Como, dietro anche l'Atalanta si sta facendo minacciosa, ed è una compagine abituata a lottare per questi traguardi. In definitiva, la Vecchia Signora, che tanti cuori fa trepidare anche in Ticino, si riscopre improvvisamente vulnerabile. E il futuro si fa cupo, perché una mancata qualificazione Champions significherebbe l'ennesima rifondazione. Un'ipotesi talmente negativa da non voler essere neppure contemplata.