La cura Sannino, finora, non ha dato i frutti sperati. Perlomeno
in termini numerici.
Il Bellinzona è senza dubbio migliorato rispetto al periodo Benavente, soprattutto nel modo di stare in campo e nell’attitudine con cui vengono affrontate le partite. Anche venerdì sera a Rapperswil, aldilà delle lacune tecnico-tattiche di alcuni elementi, la squadra ha lottato fino all’ultimo minuto.
Purtroppo, quando le cose vanno male, anche la sfortuna ci mette sovente lo zampino e nonostante alcune ghiotte occasioni, il pallone non ha voluto saperne di entrare in porta.
Dicevamo di Sannino, che ha migliorato la squadra, senza però modificare sensibilmente i risultati.
Ed è questo il vero problema di una squadra che se togliamo la vittoria contro i ragazzini dello Xamax, ha ottenuto solo un punto (contro lo Stade Nyonnais) in quattro partite in questo 2026. Decisamente troppo poco per puntare alla salvezza, considerando che l’Etoile Carouge, adesso staccato di cinque punti, continua a muovere la classifica.
Ma cosa manca a questo Bellinzona?
Se togliamo in cinque gol realizzati allo Xamax, è senza dubbio l’attacco peggiore del campionato (della difesa parleremo in un prossimo articolo). E per fortuna che nel mercato invernale è arrivato l’ex Paradiso Rossier, autore finora di tre reti.
Il grande dilemma riguarda invece Sadiku: il suo ultimo gol (dei sei segnati finora) risale a inizio dicembre e ultimamente è finito spesso in panchina. Una scelta tecnica che spiega bene la condizione del 34.enne albanese, anche a Rapperswil apparso lento e spaesato quando è entrato in campo.
Sannino aveva detto alla vigilia di questo girone di ritorno che non serviva un altro attaccante e che l’importante era “far arrivare la palla a Sadiku negli ultimi 20 metri”. Qualcosa, ovviamente ,non ha funzionato e Sadiku adesso è finito addirittura tra le riserve.
A questo punto della stagione è meglio lasciarlo in panchina e impiegarlo come Jolly o dargli ancora una maglia da titolare nella speranza che ritrovi la miglior condizione? Una scelta che spetta solo al mister, che meglio di tutti conosce il suo giocatore.
Una cosa è certa: colui che doveva essere il trascinatore ha smarrito la via del gol e così è più difficile centrare la salvezza. E non dimentichiamoci che il suo contratto si è rinnovato automaticamente (dopo un tot di partite) già per la prossima stagione.
A Sannino trovare una soluzione il più velocemente possibile. Il tempo stringe.
Il Bellinzona è senza dubbio migliorato rispetto al periodo Benavente, soprattutto nel modo di stare in campo e nell’attitudine con cui vengono affrontate le partite. Anche venerdì sera a Rapperswil, aldilà delle lacune tecnico-tattiche di alcuni elementi, la squadra ha lottato fino all’ultimo minuto.
Purtroppo, quando le cose vanno male, anche la sfortuna ci mette sovente lo zampino e nonostante alcune ghiotte occasioni, il pallone non ha voluto saperne di entrare in porta.
Dicevamo di Sannino, che ha migliorato la squadra, senza però modificare sensibilmente i risultati.
Ed è questo il vero problema di una squadra che se togliamo la vittoria contro i ragazzini dello Xamax, ha ottenuto solo un punto (contro lo Stade Nyonnais) in quattro partite in questo 2026. Decisamente troppo poco per puntare alla salvezza, considerando che l’Etoile Carouge, adesso staccato di cinque punti, continua a muovere la classifica.
Ma cosa manca a questo Bellinzona?
Se togliamo in cinque gol realizzati allo Xamax, è senza dubbio l’attacco peggiore del campionato (della difesa parleremo in un prossimo articolo). E per fortuna che nel mercato invernale è arrivato l’ex Paradiso Rossier, autore finora di tre reti.
Il grande dilemma riguarda invece Sadiku: il suo ultimo gol (dei sei segnati finora) risale a inizio dicembre e ultimamente è finito spesso in panchina. Una scelta tecnica che spiega bene la condizione del 34.enne albanese, anche a Rapperswil apparso lento e spaesato quando è entrato in campo.
Sannino aveva detto alla vigilia di questo girone di ritorno che non serviva un altro attaccante e che l’importante era “far arrivare la palla a Sadiku negli ultimi 20 metri”. Qualcosa, ovviamente ,non ha funzionato e Sadiku adesso è finito addirittura tra le riserve.
A questo punto della stagione è meglio lasciarlo in panchina e impiegarlo come Jolly o dargli ancora una maglia da titolare nella speranza che ritrovi la miglior condizione? Una scelta che spetta solo al mister, che meglio di tutti conosce il suo giocatore.
Una cosa è certa: colui che doveva essere il trascinatore ha smarrito la via del gol e così è più difficile centrare la salvezza. E non dimentichiamoci che il suo contratto si è rinnovato automaticamente (dopo un tot di partite) già per la prossima stagione.
A Sannino trovare una soluzione il più velocemente possibile. Il tempo stringe.
(Foto Filippo Zanovello)