Accingendoci a scrivere, ci è apparsa una nuvoletta con Cesc Fàbregas il quale, col ditino alzato, ci ammoniva a commentare prescindendo dal risultato finale di Lugano-Losanna. E subito il pensiero è corso al dopo partita di Lugano-Servette: questa volta i ticinesi l'hanno sfangata, anche se la situazione era diversa, considerando che, a questo giro, i titolari c'erano, così come i rincalzi in panchina. Tuttavia, la squadra bianconera ha sofferto tantissimo, soprattutto nella ripresa, seppur impreziosita dalla bella combinazione Steffen-Dos Santos la quale, di fatto, ha regalato al Lugano i tre punti, grazie anche al VAR che, in ben due occasioni, pur legittimamente, ha detto male al Losanna.
Il calcio è testa, come ci aveva appena ricordato Luciano Spalletti a Torino, sabato pomeriggio. E la soddisfazione del Crus, a fine gara, va vista proprio in quest'ottica. La classifica ora la si può guardare, ed è davvero bella: terzi, un punto dietro al San Gallo, e con sei di vantaggio sulla coppia Basilea-Sion. Tenuto conto che gli svizzeri orientali che precedono hanno buone possibilità di agguantare finalmente la coppa, dopo i tentativi andati a vuoto negli ultimi anni, una situazione ampiamente positiva.
La vittoria di ieri va proprio vista in quest'ottica: un successo ottenuto grazie anche a una buona prestazione di Renato Steffen, ultimamente in ombra, ma che ha messo a referto un gol e un assist. Il Crus, uomo con una particolare sensibilità a cogliere gli umori del gruppo, ha evidentemente la sensazione che questa affermazione possa portare il sereno negli spogliatoi dove, si capiva tra le righe ascoltandolo ieri in conferenza stampa, un po' di elettricità si coglieva, nei giorni passati. La speranza è che abbia ragione anche questa volta; e che la possibilità di lavorare con calma in settimana consenta al gruppo di recuperare magari la freschezza atletica del mese scorso. Il titolo è andato, ormai: ma, per l'Europa, i ticinesi ci sono. E la settimana prossima, a Zurigo, sponda GCZ, la possibilità di confermarsi è concreta. A patto, ovviamente, di giocare col giusto atteggiamento, e di ritrovare un po' di corsa: troppe volte, infatti, il Losanna arrivava prima sulle seconde palle, o frustrava i tentativi di ripartenza dei ticinesi con anticipi puntuali. Chissà se Fàbregas sarebbe contento, leggendoci.
Il calcio è testa, come ci aveva appena ricordato Luciano Spalletti a Torino, sabato pomeriggio. E la soddisfazione del Crus, a fine gara, va vista proprio in quest'ottica. La classifica ora la si può guardare, ed è davvero bella: terzi, un punto dietro al San Gallo, e con sei di vantaggio sulla coppia Basilea-Sion. Tenuto conto che gli svizzeri orientali che precedono hanno buone possibilità di agguantare finalmente la coppa, dopo i tentativi andati a vuoto negli ultimi anni, una situazione ampiamente positiva.
La vittoria di ieri va proprio vista in quest'ottica: un successo ottenuto grazie anche a una buona prestazione di Renato Steffen, ultimamente in ombra, ma che ha messo a referto un gol e un assist. Il Crus, uomo con una particolare sensibilità a cogliere gli umori del gruppo, ha evidentemente la sensazione che questa affermazione possa portare il sereno negli spogliatoi dove, si capiva tra le righe ascoltandolo ieri in conferenza stampa, un po' di elettricità si coglieva, nei giorni passati. La speranza è che abbia ragione anche questa volta; e che la possibilità di lavorare con calma in settimana consenta al gruppo di recuperare magari la freschezza atletica del mese scorso. Il titolo è andato, ormai: ma, per l'Europa, i ticinesi ci sono. E la settimana prossima, a Zurigo, sponda GCZ, la possibilità di confermarsi è concreta. A patto, ovviamente, di giocare col giusto atteggiamento, e di ritrovare un po' di corsa: troppe volte, infatti, il Losanna arrivava prima sulle seconde palle, o frustrava i tentativi di ripartenza dei ticinesi con anticipi puntuali. Chissà se Fàbregas sarebbe contento, leggendoci.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)