La fiamma olimpica su Milano e Cortina si è spenta, resteranno
però le emozioni vissute in queste due settimane. Ma chi, nel bene e nel male,
verrà ricordato in futuro dopo questa edizione?
Sicuramente, un posto sul podio lo merita tutta la
delegazione svizzera. Un’olimpiade da record, con ben 175 atleti nonché la
seconda per medaglie conquistate includendo anche i Giochi estivi (25 a Parigi,
più di un secolo fa). Tutti i successi dei nostri rappresentanti sono state
splendidi, dalla consacrazione di Mathilde Gremaud nel Freestyle al
secondo bronzo dopo Sochi 2014 della nazionale femminile di hockey,
passando per il doppio podio nel curling. Si può parlare di delusione
per quanto riguarda la selezione di Patrick Fischer? Il risultato fa pendere
per il sì, poiché gestire un sempre pericoloso 2-0 si è rivelato un azzardo: è
probabile che con una terza rete rossocrociata, i finnici difficilmente
sarebbero rientrati in corsa. La prestazione rimane buona, ma l’occasione per
centrare una storica medaglia era forse irripetibile, e la delusione dovrà
trasformarsi in determinazione in vista dei mondiali casalinghi, dove conterà
solo vincere.
Spiccano i tre ori in altrettante discipline di Franjo
von Allmen, giunto a Bormio in piena forma dopo gli ottimi risultati in Coppa
del Mondo, ma tutta la squadra maschile di sci alpino non ha tradito le attese.
Nessuna medaglia d’oro per il favoritissimo della vigilia Marco Odermatt.
Potrebbe suonare come una disfatta, ma nonostante una discesa bucata (“solo” quarto
tempo per lui) è riuscito comunque a salire tre volte sul podio. Il nidvaldese
è forse arrivato all’appuntamento clou della stagione un po’ scarico e provato
dalla delusione subita due settimane prima sulla Streif di Kitzbühel, ma ha
saputo reagire da grandissimo campione trasformando una possibile debacle in un
punto di svolta positivo.
Aspettative diverse quelle legate alle colleghe: le assenze
di Michelle Gisin e della nostra Lara Gut-Behrami hanno
fortemente condizionato i risultati delle sciatrici elvetiche, con la sola
Camille Rast a podio nello slalom di Cortina. Circo bianco al femminile che ci
ha regalato l’emozione più grande di tutte le due settimane, ossia le due
medaglie d’oro di Federica Brignone dopo il terribile infortunio del 3
aprile scorso: un comeback perfetto, quello della 35enne italiana. Non è andata
altrettanto bene all’altra rientrante di lusso, quella Lindsay Vonn che
ha desiderato fortemente di gareggiare nonostante la rottura del crociato pochi
giorni prima del via. Molte le critiche sulla statunitense, la quale si è
assunta ogni rischio conscia delle sue condizioni, dando precedenza a quel che
suggeriva il cuore. Chi segue il cuore, non perde mai. Il coraggio e l’amore
per lo sci di Lindsay merita una medaglia d’oro morale.
Sono stati i Giochi Olimpici di Johannes Klæbo, impostosi
in tutte le sei gare dello sci di fondo, superando il record che resisteva da
Lake Placid 1980, ossia cinque medaglie d’oro in una sola edizione per quanto
riguarda gli sport invernali. Con 11 successi, il norvegese è il secondo atleta
più vincente di sempre nella storia olimpica, dietro all’inarrivabile Michael Phelps,
che vanta ben 23 medaglie del metallo più prezioso.
E le delusioni più grosse? Sul lato sportivo non possiamo
non citare la Svezia del curling maschile. La squadra del
plurimedagliato Niklas Edin, fresca di titolo europeo, ha terminato il torneo in
ultima posizione con due sole vittorie ottenute in nove incontri. Male anche i
connazionali dell’hockey: una selezione composta interamente da giocatori della
NHL in difficoltà già nell’esordio contro i padroni di casa dell’Italia ed
eliminata ai quarti di finale per mano dei campioni olimpici statunitensi. È
sempre legato all’hockey lo sconfitto per eccellenza di questa edizione, ossia
il francese Pierre Crinon. Il difensore, 102 kg distribuiti su 195 cm, in
occasione della sfida contro il Canada ha scelto un “pari categoria” come Tom
Wilson per scatenare un’inutile bagarre sul 10-2 in favore dei canadesi. Fin
qui tutto bene, se non che il transalpino, uscendo, ha provocato il pubblico
dell’Arena Santa Giulia. Risultato? Sospensione da parte della Federazione
Francese e Olimpiade finita anzitempo. Una macchiolina su un’edizione
straordinaria con i protagonisti che hanno incarnato alla perfezione lo spirito
decoubertiniano.
(Foto SASO)