CALCIO
Gli occhi dell'arbitro
Pubblicato il 24.02.2026 06:12
di A. L.
In quel di Paradiso (nella sala multiuso del Comune) Francesco e Bianchi e Silvio Papa hanno organizzato una conferenza (ieri sera) dal titolo emblematico: “Gli occhi dell'arbitro”. Folto pubblico ad assistere e tra gli altri erano presenti Luca Piccolo e l'internazionale italiano Andrea Colombo. Ufficialmente e ufficiosamente il pensiero espresso non ammette repliche: Sì al Var, senza se e senza ma. La tesi: ha eliminato chiari errori almeno al 90%. La tecnologia è di recente introduzione, va migliorata, ma il giudizio sul suo ruolo è positivo. Posto che indietro non si può, comunque, ritornare. La conferenza ha visto protagonista Matteo Trefoloni (ex fischietto di Serie A e B, tra il 2000 e il 2010), attualmente istruttore Fifa e osservatore Uefa. È un toscano, ha un eloquio fluente, incline alla chiarezza e a pungenti osservazioni. Attraverso situazioni al video concrete ha spiegato e mostrato come si dirige una partita. È evidente: quella dell'arbitro è una dura professione. Gioco sempre più veloce, situazioni complesse da valutare, pressione molto alta. Il direttore di gara è un profondo conoscitore del regolamento, mentre i calciatori sanno giocare, questa è la grande questione da dirimere e conciliare. Quali sono le caratteristiche fondamentali che connotano un buon arbitro? Competenza, efficacia nello gestire l'evento, tempestività, sicurezza, temperamento e un grandissimo senso della posizione. Servono concentrazione, acume nel leggere quello che accade in campo. È necessaria la capacità di guardare. La preparazione è fondamentale. E quando si comincia, quando lui stesso fischia l'inizio, è: “Il momento del non ritorno”. Perché: “Non si può aggiungere altro”. Cari tifosi è ovvio e facile individuare il perfetto capro espiatorio, ma molto spesso il parossismo obnubila, e servirebbe un minimo di comprensione.
(foto A. L.)