Cos’è cambiato in Amir Saipi, il portiere del Lugano, ormai titolare e che sembra diventato una garanzia tra i pali?
Da quasi partente, con la certezza di doversi vedere le partite dalla panchina, il portiere della nazionale del Kosovo è stato autore di un’incredibile risalita. Complice l’infortunio del collega von Ballmoos, è tornato in porta e da lì non si è più mosso.
Da quasi partente, con la certezza di doversi vedere le partite dalla panchina, il portiere della nazionale del Kosovo è stato autore di un’incredibile risalita. Complice l’infortunio del collega von Ballmoos, è tornato in porta e da lì non si è più mosso.
Merito anche del nuovo preparatore Germano Vailati o di un clic che il portiere avrà fatto nella sua testa? Difficile da dire, ma qualcosa in lui è cambiato in questi ultimi tempi.
Abbiamo chiesto un parere a Ramon Consoli, responsabile dei preparatori dei portieri della Federazione Ticinese di Calcio:
Abbiamo chiesto un parere a Ramon Consoli, responsabile dei preparatori dei portieri della Federazione Ticinese di Calcio:
Cosa è cambiato in Amir Saipi negli ultimi tempi?
“Noto una tecnica di base e una struttura dei movimenti simili a quando era allenato da Di Benedetto, che rispecchiano la scuola svizzera dei portieri, implementata a livello nazionale dal capo allenatore Patrick Foletti. Dove vedo invece un cambiamento evidente è sul piano fisico: oggi mi sembra più leggero, reattivo ed esplosivo, qualità che incidono direttamente sull’efficacia nelle situazioni di gara”.
E mentalmente può essere cambiato qualcosa?
“L’impressione è che viva la gara in modo diverso, più presente e più dentro la partita, con decisioni più rapide ed efficaci. Sicuramente in questo aspetto il lavoro dell’allenatore può incidere molto: Germano Vailati ha una grande esperienza diretta e credo abbia potuto trasmettere indicazioni importanti su come affrontare e vivere le partite, aiutandolo nella gestione delle situazioni e della continuità mentale. La continuità di impiego, poi, permette al portiere di trovare ritmo, fiducia e stabilità nelle scelte”.
Dove potrebbe ancora migliorare?
“Detto che è un portiere che ha fatto grandi passi in avanti, personalmente — per il tipo di lavoro tecnico su cui pongo molta attenzione nei miei allenamenti — credo possa ancora crescere negli spostamenti, quindi nella qualità dei passi, e nella postura pre-tiro. Sono dettagli tecnici importanti: se ulteriormente raffinati, possono aumentare ancora l’efficacia dell’intervento e la continuità della prestazione”.
Portiere dunque in crescita?
“Assolutamente sì. Come per tutti i portieri potrà capitare qualche partita negativa, ma il percorso sembra ormai tracciato e l’arrivo di Vailati credo abbia inciso soprattutto sul fisico e sull’approccio mentale. Quando un portiere trova stabilità fisica, mentale e continuità di impiego entra in una fase di consolidamento delle prestazioni, e Saipi sembra essere proprio in quel momento della sua crescita”.
“Noto una tecnica di base e una struttura dei movimenti simili a quando era allenato da Di Benedetto, che rispecchiano la scuola svizzera dei portieri, implementata a livello nazionale dal capo allenatore Patrick Foletti. Dove vedo invece un cambiamento evidente è sul piano fisico: oggi mi sembra più leggero, reattivo ed esplosivo, qualità che incidono direttamente sull’efficacia nelle situazioni di gara”.
E mentalmente può essere cambiato qualcosa?
“L’impressione è che viva la gara in modo diverso, più presente e più dentro la partita, con decisioni più rapide ed efficaci. Sicuramente in questo aspetto il lavoro dell’allenatore può incidere molto: Germano Vailati ha una grande esperienza diretta e credo abbia potuto trasmettere indicazioni importanti su come affrontare e vivere le partite, aiutandolo nella gestione delle situazioni e della continuità mentale. La continuità di impiego, poi, permette al portiere di trovare ritmo, fiducia e stabilità nelle scelte”.
Dove potrebbe ancora migliorare?
“Detto che è un portiere che ha fatto grandi passi in avanti, personalmente — per il tipo di lavoro tecnico su cui pongo molta attenzione nei miei allenamenti — credo possa ancora crescere negli spostamenti, quindi nella qualità dei passi, e nella postura pre-tiro. Sono dettagli tecnici importanti: se ulteriormente raffinati, possono aumentare ancora l’efficacia dell’intervento e la continuità della prestazione”.
Portiere dunque in crescita?
“Assolutamente sì. Come per tutti i portieri potrà capitare qualche partita negativa, ma il percorso sembra ormai tracciato e l’arrivo di Vailati credo abbia inciso soprattutto sul fisico e sull’approccio mentale. Quando un portiere trova stabilità fisica, mentale e continuità di impiego entra in una fase di consolidamento delle prestazioni, e Saipi sembra essere proprio in quel momento della sua crescita”.
Cosa succederà a fine stagione? Saipi ha un contratto in scadenza nel 2027 e se dovesse continuare con queste prestazioni, potrebbe anche diventare un uomo-mercato. In quel caso von Ballmoos, in prestito dallo Young Boys, potrebbe restare a Lugano e firmare un contratto con i bianconeri e chiudere la sua carriera in Ticino. Staremo a vedere.
(Foto Georgy Stojanov)