Milan, e adesso? Fermo restando che noi avevamo assegnato lo scudetto all'Inter già a Natale, visto il livello della concorrenza, la sconfitta casalinga contro il Parma, al netto delle polemiche arbitrali, costituisce un campanello d'allarme anche in ottica piazzamento Champions. I rossoneri fanno una fatica incredibile a trovare la via del gol (valutando il mercato, quest'estate, avevamo sottolineato l'assenza di una prima porta, visto che Santiago Giménez non dava sufficienti garanzie di potersi imporre in Serie A), soprattutto con squadre che chiudono gli spazi, proprio come gli emiliani, domenica scorsa. Aggiungiamoci la scarsa vena di tanti protagonisti (Rafa Leão, Christian Pulisic, lo stesso Ruben Loftus-Cheek, che dovrà ora stare fuori due mesi dopo lo scontro con il portiere gialloblù), e il quadro è completo.
I piani di discussione, tra i tifosi, sono due: quello attuale, vale a dire la possibilità di chiudere l'annata con un piazzamento Champions, obiettivo minimo dichiarato, e quello sul futuro, perché appare evidente a tutti che questa squadra, in Europa, avrebbe un futuro breve. Qualcuno mette sul banco degli imputati anche Massimiliano Allegri, mentre si inseguono voci sul futuro della dirigenza: il disimpegno del fondo Elliott sembrava dovesse scrivere la parola fine sulla permanenza di Giorgio Furlani nella stanza dei bottoni, mentre altri parlano di un addio di Igli Tare, insofferente ai limiti a lui posti dalla proprietà nella ricerca di rinforzi. Dopodiché, i dati dicono che i soldi sono stati investiti (anche se ne sono entrati parecchi, grazie alle tante cessioni); tuttavia, il campo racconta che i rossoneri, in due partite casalinghe, sono andati a segno una volta sola, e hanno raggranellato la miseria di un punto. Per fortuna, hanno rallentato anche dietro, a parte la Roma: altrimenti, la situazione sarebbe ancora più ingarbugliata.
Altra tegola: il probabile addio di Luka Modrić a fine stagione, dopo i mondiali in USA. Le voci che abbiamo raccolto in sala stampa a San Siro ci dicono che Allegri sia in pressing con il croato per convincerlo a rimanere un altro anno, ma non sarà facile, al netto delle problematiche dovute all'età avanzata. Nel frattempo, si discute sui nuovi arrivati, sul loro rendimento, su chi li ha portati a Milanello: le sconfitte, si sa, sono sempre orfane. Il nostro parere è invece che la squadra abbia fatto quello che avevamo previsto a settembre, ai nastri di partenza: Il Milan è una compagine che il mercato ha restituito incompleta. Il caso ha poi voluto che un infortunio cancellasse praticamente tutta la stagione Santiago Giménez; tuttavia, abbiamo forti dubbi che il centravanti messicano si sarebbe imposto. Tutti gli altri attaccanti in organico non sono punte centrali: ma la responsabilità non è di chi allena. In conclusione, Max Allegri ha fatto ciò che poteva, favorito anche da una concorrenza (a parte l'Inter) di basso livello. Ora, però, bisogna completare l'opera: e non sarà facile, anzi.
I piani di discussione, tra i tifosi, sono due: quello attuale, vale a dire la possibilità di chiudere l'annata con un piazzamento Champions, obiettivo minimo dichiarato, e quello sul futuro, perché appare evidente a tutti che questa squadra, in Europa, avrebbe un futuro breve. Qualcuno mette sul banco degli imputati anche Massimiliano Allegri, mentre si inseguono voci sul futuro della dirigenza: il disimpegno del fondo Elliott sembrava dovesse scrivere la parola fine sulla permanenza di Giorgio Furlani nella stanza dei bottoni, mentre altri parlano di un addio di Igli Tare, insofferente ai limiti a lui posti dalla proprietà nella ricerca di rinforzi. Dopodiché, i dati dicono che i soldi sono stati investiti (anche se ne sono entrati parecchi, grazie alle tante cessioni); tuttavia, il campo racconta che i rossoneri, in due partite casalinghe, sono andati a segno una volta sola, e hanno raggranellato la miseria di un punto. Per fortuna, hanno rallentato anche dietro, a parte la Roma: altrimenti, la situazione sarebbe ancora più ingarbugliata.
Altra tegola: il probabile addio di Luka Modrić a fine stagione, dopo i mondiali in USA. Le voci che abbiamo raccolto in sala stampa a San Siro ci dicono che Allegri sia in pressing con il croato per convincerlo a rimanere un altro anno, ma non sarà facile, al netto delle problematiche dovute all'età avanzata. Nel frattempo, si discute sui nuovi arrivati, sul loro rendimento, su chi li ha portati a Milanello: le sconfitte, si sa, sono sempre orfane. Il nostro parere è invece che la squadra abbia fatto quello che avevamo previsto a settembre, ai nastri di partenza: Il Milan è una compagine che il mercato ha restituito incompleta. Il caso ha poi voluto che un infortunio cancellasse praticamente tutta la stagione Santiago Giménez; tuttavia, abbiamo forti dubbi che il centravanti messicano si sarebbe imposto. Tutti gli altri attaccanti in organico non sono punte centrali: ma la responsabilità non è di chi allena. In conclusione, Max Allegri ha fatto ciò che poteva, favorito anche da una concorrenza (a parte l'Inter) di basso livello. Ora, però, bisogna completare l'opera: e non sarà facile, anzi.