Altro
che vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di vasi di
ferro. Il Bodo/Glimt elimina i vicecampioni d'Europa, con un
risultato finale che non ammette repliche: 5-2. Secondo Transfermarkt
la sua rosa vale 57 milioni, il suo giocatore più prezioso Hauge è
quotato quasi 5 milioni, ha un'età media di 25 anni e a San Siro
schierava solo due giocatori stranieri. I gialli quest'anno possono
contare vittorie anche contro Manchester City e Atletico Madrid. Si sono presentati alla Scala del calcio senza timori e con le idee molto
chiare, e non hanno tremato davanti a oltre 70mila spettatori. Si sono difesi con ordine e disciplina tattica. Hanno respinto le folate dei
nerazzurri, hanno approfittato del clamoroso errore in disimpegno di
Akanji e hanno colpito con cinismo e arguzia. E La Norvegia sta diventando un autentico incubo per il
calcio italiano. “È uno dei più grandi successi nella storia del
calcio norvegese per club”, così ha commentato Lisa Klaveness la presidentessa della federcalcio norvegese. E aggiunge: “Questo club, il suo staff e i suoi giocatori sono
modelli di riferimento per i piccoli club di tutta Europa”.
Perché il Bodo è un miracolo sportivo da celebrare. La formula
della nuova Champions consente questo tipo di sorprese. L'impresa è
possibile. Ma serve avere un progetto, è necessario programmare con criterio e lungimiranza. E bisogna crederci e osare. Non è finita, qualcuno ancora andare a giocare
sul sintetico nei pressi del Circolo Polare Artico.
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