Davanti
al Congresso degli Stati Uniti, il Presidente Trump, dove teneva il discorso sullo Stato dell'Unione, ha omaggiato e
celebrato la squadra maschile di hockey su ghiaccio. L'ha definito
come un “gruppo di vincitori che ha reso orgoglioso l'intera
nazione”. All'entrata dei giocatori i parlamentari si sono
alzati in piedi, li hanno accolti come eroi, e hanno preso a gridare:
“Usa, Usa, Usa”. Clima da stadio. Trump ha poi aggiunto, che
presto avrebbe consegnato a Connor Hellebuyck la “nostra più
alta onorificenza civile”, ossia la Medaglia Presidenziale
della Libertà. Una finale, una medaglia d'oro, un successo ottenuto
contro il Canada. Apoteosi politica e incidentalmente sportiva. Nello
spogliatoio, in piena festa, erano diventate virali delle immagini, che ritraevano il
direttore dell'FBI Kash Patel che beveva birra. E ora il Congresso
che è parso una sorta di curva istituzionale. La Nazionale femminile
l'invito del Presidente lo ha declinato. Trump in una telefonata,
resa pubblica, aveva dichiarato che doveva ricevere anche le donne,
altrimenti “mi ritrovo sotto impeachment”, le giocatrici
non hanno gradito e hanno gentilmente opposto il gran rifiuto. È
noto che lo sport è la continuazione della politica con altri mezzi.
Il senso della Nazione si esprime anche così. E la società dello
spettacolo, che potenzia il suo essere. E la gente? Gradisce, forse.
HOCKEY
Il Congresso degli Stati Uniti canta come una curva