HC LUGANO
"La Swiss League mi ha permesso di crescere"
Pubblicato il 25.02.2026 17:00
di Doriano Baserga
Venticinque anni fa intervistavo il papà Stefano, ora tocca al figlio Enea. Stefano Togni era un attaccante alla Giovanni Morini, per intenderci. Enea invece è un difensore tecnico, veloce nel pattinaggio e che nella stagione appena conclusa con i Bellinzona Snakes ha giocato una media di 20 minuti a partita. Nicola Pini, allenatore e direttore sportivo, così come Diego Scandella, gli hanno dato piena fiducia schierandolo sempre in prima linea, a dimostrare come la Swiss League funzioni in fatto a maturazione di talenti.
Ottima, dunque, la mossa di Janick Steinmann di mandare il 21enne, così come il portiere Alessio Beglieri, nella città dei castelli. Il GM bianconero ha subito capito l’importanza di avere un club di Swiss League a pochi chilometri di distanza: ne guadagnano le due squadre e di conseguenza i giocatori. Entrambi, in occasione dell’ultima sfida dei GDT contro il Turgovia, si sono distinti rispettivamente con una rete e uno shutout. Il tutto, sotto gli occhi di Stefan Hedlund. Il tecnico scandinavo, in sintonia ovviamente con Mitell ha dato ad Enea una grande chance nella partita contro il Bienne, schierandolo in terza linea con Brian Zanetti. Una scelta coraggiosa, poiché si è rinunciato a Carrick a cui è stato preferito il rientrante Kupari in attacco.
A fine gara abbiamo chiesto ad Enea Togni come è stato giocare titolare dall’inizio alla Cornèr Arena, in occasione di una coincidenza speciale: il compleanno di papà Stefano:
“Ho vissuto i primi istanti con molte emozioni, in tribuna erano presenti i miei genitori e mio fratello, ma poi ho subito cercato di concentrarmi cambio dopo cambio. L’allenatore mi ha detto di giocare semplice e di godermi la serata e così è stato. Non era scontato, il tutto mi ha colto un po’ di sorpresa. Peccato per la sconfitta ai rigori ma forse è giusto così, non siamo stati costanti per tutti i sessanta minuti e le pause a questi livelli sono pericolose. Il Bienne ne ha approfittato e dobbiamo ringraziare Fazzini per averci riportato nella sfida. Sarà una lezione che dovremo tenerci stretta per le prossime partite.”
Cosa ti ha insegnato la Swiss League, una categoria forse sottovalutata a livello svizzero?
“Direi moltissimo. Ho imparato a giocare con i grandi e a pensare più velocemente, così come a curare tanti piccoli dettagli che nelle categorie giovanili non capitano. È un processo che mi permetterà di diventare più smaliziato, nonché un passaggio intermedio necessario per approdare stabilmente in National League. Il salto dalla U21 Elit alla Swiss League è comunque molto notevole, perciò se oggi son qui a contendermi la titolarità con il Lugano, il merito va senza dubbio al fatto che ho potuto giocare con la maglia dei GDT ad un buon livello.”
In effetti il Bellinzona, a detta di molti tecnici come, ad esempio, J.J. Aeschlimann (incontrato più volte a seguire le gesta degli Snakes) ha avuto un miglioramento incredibile nelle sue prime tre stagioni in Swiss League. Il tutto senza contare su alcuno straniero…
“Dalla prima partita della stagione all’ultima il salto di qualità è stato netto per tutti. Ciò è merito della società bellinzonese che ci dà molto ghiaccio e possiamo giocare in ogni situazione speciale. Questo non fa che permetterci di crescere per essere pronti a palcoscenici più importanti. Sono qui per imparare e migliorarmi sempre di più. So che ho ancora margini ma farò del mio meglio per progredire ulteriormente.”
Ora che il campionato degli Snakes è terminato, ti concentrerai solo sul Lugano?
“Farò tutti gli allenamenti con la prima squadra e proverò se sarà possibile a ritagliarmi altri momenti come questo. Cercherò di mettere in difficoltà gli allenatori e di poter dare una mano anche alla U21 di Sannitz, ossia da dove sono partito. Sono a disposizione del club, ovunque voglia impiegarmi.”
Un giovane interessante e in piena crescita, il quale può migliorarsi ulteriormente e che speriamo possa anche la prossima stagione giocare tra Bellinzona e Lugano.
Un parere personale, dopo aver seguito tutte le partite di Swiss League: qualora il Bellinzona avesse avuto qualche disponibilità finanziaria in più per permettersi due stranieri, sarebbe arrivato a giocarsi l’accesso ai playoff…
(Foto Ticishot-Simone Andriani)