Venticinque anni fa intervistavo il papà Stefano, ora tocca
al figlio Enea. Stefano Togni era un attaccante alla Giovanni Morini, per
intenderci. Enea invece è un difensore tecnico, veloce nel pattinaggio e che
nella stagione appena conclusa con i Bellinzona Snakes ha giocato una media di
20 minuti a partita. Nicola Pini, allenatore e direttore sportivo, così come
Diego Scandella, gli hanno dato piena fiducia schierandolo sempre in prima
linea, a dimostrare come la Swiss League funzioni in fatto a maturazione di
talenti.
Ottima, dunque, la mossa di Janick Steinmann di mandare il
21enne, così come il portiere Alessio Beglieri, nella città dei castelli. Il GM
bianconero ha subito capito l’importanza di avere un club di Swiss League a
pochi chilometri di distanza: ne guadagnano le due squadre e di conseguenza i
giocatori. Entrambi, in occasione dell’ultima sfida dei GDT contro il Turgovia,
si sono distinti rispettivamente con una rete e uno shutout. Il tutto, sotto
gli occhi di Stefan Hedlund. Il tecnico scandinavo, in sintonia ovviamente con
Mitell ha dato ad Enea una grande chance nella partita contro il Bienne,
schierandolo in terza linea con Brian Zanetti. Una scelta coraggiosa, poiché si
è rinunciato a Carrick a cui è stato preferito il rientrante Kupari in attacco.
A fine gara abbiamo chiesto ad Enea Togni come è
stato giocare titolare dall’inizio alla Cornèr Arena, in occasione di una
coincidenza speciale: il compleanno di papà Stefano:
“Ho vissuto i primi istanti con molte emozioni, in
tribuna erano presenti i miei genitori e mio fratello, ma poi ho subito cercato
di concentrarmi cambio dopo cambio. L’allenatore mi ha detto di giocare
semplice e di godermi la serata e così è stato. Non era scontato, il tutto mi
ha colto un po’ di sorpresa. Peccato per la sconfitta ai rigori ma forse è giusto
così, non siamo stati costanti per tutti i sessanta minuti e le pause a questi
livelli sono pericolose. Il Bienne ne ha approfittato e dobbiamo ringraziare
Fazzini per averci riportato nella sfida. Sarà una lezione che dovremo tenerci
stretta per le prossime partite.”
Cosa ti ha insegnato la Swiss League, una categoria forse
sottovalutata a livello svizzero?
“Direi moltissimo. Ho imparato a giocare con i grandi e a
pensare più velocemente, così come a curare tanti piccoli dettagli che nelle
categorie giovanili non capitano. È un processo che mi permetterà di diventare
più smaliziato, nonché un passaggio intermedio necessario per approdare stabilmente
in National League. Il salto dalla U21 Elit alla Swiss League è comunque molto
notevole, perciò se oggi son qui a contendermi la titolarità con il Lugano, il
merito va senza dubbio al fatto che ho potuto giocare con la maglia dei GDT ad
un buon livello.”
In effetti il Bellinzona, a detta di molti tecnici come,
ad esempio, J.J. Aeschlimann (incontrato più volte a seguire le gesta degli
Snakes) ha avuto un miglioramento incredibile nelle sue prime tre stagioni in
Swiss League. Il tutto senza contare su alcuno straniero…
“Dalla prima partita della stagione all’ultima il salto
di qualità è stato netto per tutti. Ciò è merito della società bellinzonese che
ci dà molto ghiaccio e possiamo giocare in ogni situazione speciale. Questo non
fa che permetterci di crescere per essere pronti a palcoscenici più importanti.
Sono qui per imparare e migliorarmi sempre di più. So che ho ancora margini ma
farò del mio meglio per progredire ulteriormente.”
Ora che il campionato degli Snakes è terminato, ti concentrerai
solo sul Lugano?
“Farò tutti gli allenamenti con la prima squadra e
proverò se sarà possibile a ritagliarmi altri momenti come questo. Cercherò di
mettere in difficoltà gli allenatori e di poter dare una mano anche alla U21 di
Sannitz, ossia da dove sono partito. Sono a disposizione del club, ovunque
voglia impiegarmi.”
Un giovane interessante e in piena crescita, il quale può
migliorarsi ulteriormente e che speriamo possa anche la prossima stagione
giocare tra Bellinzona e Lugano.
Un parere personale, dopo aver seguito tutte le partite di
Swiss League: qualora il Bellinzona avesse avuto qualche disponibilità
finanziaria in più per permettersi due stranieri, sarebbe arrivato a giocarsi l’accesso
ai playoff…
(Foto Ticishot-Simone Andriani)