Ha
cominciato Manuel Akanji, lo svizzero è uno dei pilastri
della difesa nerazzurra, Chivu lo ritiene un titolare inamovibile. Ma
il difensore, contro il Bodo, ha commesso un clamoroso errore, in
fase di impostazione, ha perso palla nei pressi della sua area di
rigore, era pressato da tre avversari, e dall'azione susseguente è
scaturito il vantaggio dei norvegesi. E tanti saluti alla remuntada
dei milanesi.
Ha
continuato Gregor Kobel, considerato uno dei migliori portieri
in circolazione. A Bergamo si stava giocando una partita bella ed
emozionante. Il punteggio complessivo, delle due sfide, era sul tre a
tre, si prospettavano i supplementari. Era il 94°, il nazionale
svizzero ha tentato, maldestramente, di giocare la palla. Tentativo
fallito: pallone finito nei piedi di Pasalic, che ha crossato,
Bensebaini ha commesso un fallo da rigore su Krstovic, Samardzic è
stato implacabile dal dischetto. Italiani avanti e tedeschi
eliminati.
È
l'avanguardia del calcio moderno, è la costruzione dal basso, sono
coinvolti portieri e difensori, devono impostare sempre e comunque, hanno l'ordine di iniziare a sviluppare il gioco. Spazzare il pallone, buttarlo in tribuna è considerato una sorta di
eresia, un retaggio del passato. Non si può, forse perché il gesto è ritenuto poco elegante e mortificherebbe lo spettacolo. Peccato e purtroppo.