Urla in allenamento e in partita, Beppe Sannino non smette
di incitare i ragazzi. Le sue grida arrivano in lontananza fino alla 'Casa
Bianca‘ di Brenno Martignoni… I giocatori come rispondono? Mettendoci impegno
ed entusiasmo. Durante le sedute l‘atmosfera è molto diversa da quella che si
registra in partita. Come mai? In settimana ci si diverte un sacco, anche a
'sparare‘ palloni sui platani delle Scuole. In campionato le cose cambiano. In
primo luogo ci si trova confrontati con degli avversari, è dunque complicato
arrivare sin dentro la loro area. Poi bisogna vedere la porta: se non centri lo
’specchio‘ non puoi sperare di scuotere la rete (due gol in tre partite sono
davvero pochi). Le cose, purtroppo, vanno così. Da tanto, troppo tempo.
Lasciamo perdere il catastrofico girone d‘andata (con Benavente dieci partite
senza vincerne una sola e con sul groppo 11 reti in due sole). Siamo alla
vigilia della sesta del girone di ritorno. Il Bellinzona ha totalizzato 4 punti
(una vittoria e un pareggio) in cinque partite. Sono pochi? Forse in ottica
salvezza. Non dimentichiamo però che di punti ce ne sono ancora in palio 39 (!)
e che a prescindere dall‘ultimo posto in classifica almeno altre quattro
squadre navigano nella stessa situazione. Gli scontri diretti avranno di sicuro
una certa importanza. Diremmo comunque non determinante: vedasi quanto è
successo all‘Aarau, secondo in classifica. Gli argoviesi non sono riusciti a
battere né il Wil, 2-2, né il Nyon, 1-1, e hanno perso dallo Stade Lausanne,
4-2. Una conferma che quello di ChL rimane un campionato ’indecifrabile’. Dopo
l‘Yverdon i granata se la devono vedere con il Wil (in trasferta) e l’Etoile
Carouge (in casa). Appunto, due avversari diretti, bisogna cercare di
incasellare il maggior numero di punti, su questo non ci piove. Gare che
dovranno essere tenute ’vive’ sino alla fine e non come si è fatto più di una
volta (l‘ultima settimana scorsa a Rapperswil). L’atteggiamento dovrà per forza
essere diverso.
Questa settimana si sta lavorando sull’intensità,
quell’intensità che in qualche giocatore (probabilmente stanco) sta venendo un
po‘ a mancare, proprio nel momento in cui c’è bisogno di dare il 100 per cento.
Sannino i giocatori li può stimolare ma non certamente prescrivergli una cura
medica.