Friburghese d‘origine, Evan Rossier è felice di
essere arrivato in Ticino. Dapprima quale giocatore del Paradiso, ora del
Bellinzona. La città della Turrita è diventata per lui un traguardo
importantissimo. A Bienne e con il Paradiso ha giocato in Promotion League
(”Un’esperienza che mi ha maturato e fatto crescere“) nel Bellinzona finora ha
trovato un ‚angolo‘ nel quale potersi esprimere a livello di Challenge League.
Partito come panchinaro, è infine diventato titolare confermandosi pedina
utilissima di una squadra che ha tremendamente bisogno di un centravanti
killer. È grazie a Beppe Sannino se Evan è diventato granata già in gennaio, in
effetti con l‘ACB il suo ingaggio (nel frattempo era tornato in forza nella
formazione della ’ville de l‘avenir’) era stato concordato per la stagione a
venire. Sannino, che già sulle rive del Ceresio ne aveva riconosciuto il suo
talento (ha segnato 13 reti in campionato e 1 in coppa), lo ha trasformato -
pur con il salto di categoria, tra Promotion e Challenge la differenza c’è - in
un jolly prezioso. Il suo debutto è avvenuto col gol al Brügglifeld, punto
tuttavia annullato per presunta posizione di fuorigioco. Un appuntamento
comunque rinviato di poco, più precisamente alla partita con lo Xamax che, come
ricorderete, era sceso al Comunale praticamente con gli Under 19 nell‘intento
di preservare ’energie‘ per la gara di coppa con l‘Yverdon, peraltro persa.
In granata Evan, che era stato definito dal quotidiano Journal
du Jura “le pistolero biennois“, sta mettendo grinta e tanta voglia di
vincere. Chiede una vittoria più che per sé e la squadra (beh…) per i tifosi,
specialmente quelli molto attaccati al Bellinzona che la seguono in buon numero
in tutte le trasferte, gli unici - anche - a creare ambiente nel dormiente
Comunale.
Bellinzona per lui è una tappa. All’età di 23 anni,
guardando al futuro c’è in effetti tutto il tempo di sognare, progettare e
raggiungere nuovi traguardi.
C’è anche un obiettivo: quello di cambiare finalmente la
’casellina’ delle vittorie (tre finora).
Evan, come vedi la partita di stasera con l‘Yverdon?
"Siamo coscienti che le partite restanti sono da
prendere tutte come delle finali.”
Il conto con la fortuna per voi è chiaramente al passivo.
Come spieghi che in vantaggio di una rete a Rapperswil ne subìte due in 4
minuti: è dovuto a una mancanza di concentrazione o c’è dell‘altro?
"È difficile da spiegare. Forse è più una questione
di mancanza di concentrazione (il primo tempo stava per concludersi, ndr).
Possibile però che sia anche… fatalità.”
Non è la prima volta che succede: a Nyon avevi siglato lo
0-1 all’82’ per poi farvi riprendere nei minuti di recupero (al 92’). Dunque…
“Lì è diverso, eravamo rimasti in dieci” (espulsione di
Mosquera - inammissibile il doppio giallo decretato dall’arbitro Berchier - un
minuto prima, ndr).
È stato un grande cambiamento per te passare dalla
Promotion alla Challenge?
“Direi di no, questo passaggio di categoria non l‘ho
avvertito più di tanto”.
Rossier fa capire che stasera c’è bisogno dell’aiuto dei
tifosi. Si gioca alle 19.30 sotto la direzione del signor Hajrim Qovanaj, il
quale aveva diretto l‘ACB il 28 novembre scorso a Rapperswil, partita persa
2-1, come quella della settimana scorsa. Ricordiamo che all‘andata al Comunale
era finita a reti inviolate.
(Foto ENLA)