Da Porrentruy, a Porrentruy. Nel corso dell’ultimo anno, o
poco più, la cittadina giurassiana è stata spesso crocevia per il Lugano. Nel male,
con il solo punto conquistato la scorsa stagione e la sconfitta di inizio 2025
che costò l’esonero a Luca Gianinazzi, senza dimenticare la serie di playout in
cui i bianconeri sono arrivati vicinissimi al baratro, e nel bene, in questa
stagione di rinascita sportiva. Alla Raiffeisen Arena, in una domenica di inizio
autunno, iniziò la cavalcata che ha portato i bianconeri alla qualificazione
diretta per gli imminenti playoff, centrata proprio sul ghiaccio dell’Ajoie. La
squadra di Tomas Mitell chiude il cerchio e blinda l'obiettivo stagionale con una vittoria “allegriana”, come
lo era stata lo scorso 12 ottobre, nella quale è doveroso sottolineare la
capacità della squadra diretta da Greg Ireland di complicare la vita, quando
vuole, ai propri avversari.
Lo 0-1 deciso dalla rete trovata a metà incontro precisa dal
rientrante Connor Carrick (a discapito, a sorpresa, di Curtis Valk) è specchio
di quanto visto, con il Lugano che ha preso in mano il match solamente nel
secondo tempo, rischiando qualcosina verso la fine con il chiaro forcing
locale. Oltre al difensore statunitense, autore di ben 8 tiri verso l’ottimo
Antoine Keller, si è distinto ancora una volta Joren van Pottelberghe, ormai
recuperato sia sul piano fisico che su quello mentale. Per l’estremo difensore
bianconero, schierato al posto dell’ammalato Schlegel, si tratta del secondo
shutout stagionale in “sole” 15 presenze.
Ora che bianconeri sono pure cromati di verde playoff, il
focus è volto al mantenimento della posizione nella top four della National
League, sinonimo di vantaggio casalingo nel post-season. Ginevra e Losanna hanno
sì ottenuto punti a loro volta ma restano a debita distanza, rispettivamente a
sei e sette lunghezze da Fazzini e compagni, i quali, imponendosi questa sera,
renderebbero il divario irraggiungibile sui vodesi.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)