CHALLENGE LEAGUE
Neelakandan: "Yverdon scelta giusta"
Pubblicato il 02.03.2026 07:00
di Enrico Lafranchi
Mi piace tantisimo perché è un ragazzo che vuole imparare, ascolta tanto e si dà da fare. Mi ha veramente sorpreso in positivo, spero continui così”.
È di Ranjan Neelakandan che parla Adrian Ursea. Il giovane, un prodotto del Team Ticino, è arrivato a gennaio ad Yverdon reduce da una breve parentesi in Francia (FC Annecy). Ranjan ha vestito la maglia granata, probabilmente in un’altra situazione giocherebbe ancora col Bellinzona. Tra l’altro si era messo in luce all’ultimo Torneo giovanile pasquale, quello vinto dall’Union Berlin in cui era stato premiato quale miglior realizzatore. 
Il ventunenne, pur senza andare a segno (la prima rete dei vodesi è però stata coordinata da lui) si è notato per il suo modo di giocare frizzante, sempre pronto a supportare la manovra d’attacco.
Contento della vittoria con i suoi nuovi compagni e di essersi messo in mostra davanti ai suoi genitori che lo seguono ovunque.
Come è andata in Francia?
“È stata una bella esperienza, è un calcio diverso. Direi anche un campionato completamente differente dalla nostra Challenge League. La Ligue 2 è tanto fisica, c’è molta più intensità e anche molta tecnica”.
Un ottimo ‘modello’ per crescere?
“Esatto, sono cresciuto e maturato tanto. Lontano da casa, mi sono adattato senza grandi problemi, ho anche imparato una nuova lingua”.
Hai avuto delle belle soddisfazioni anche calcisticamente?
“Certamente, all’inizio ho giocato diverse partite. A un certo punto ho però trovato un po’ meno spazio, è questo il motivo che mi ha portato a rientrare in Svizzera. Avevo troppa voglia di giocare…”.
Perché hai scelto Yverdon?
“Conoscevo bene il club, per me è stata un’ottima opzione. Appena avuta notizia della mia partenza da Annecy si sono fatte avanti alcune squadre tra le quali, appunto, l’Yverdon che mi ha accolto entusiasticamente”.
Come hai trovato il Bellinzona di oggi?
 “Premetto che il risultato (0-4) è un po’ bugiardo. Hanno corso moltissimo mostrando anche una certa aggressività, unita alla qualità di alcuni giocatori. Magari un po’ disorganizzati, soprattutto in fase difensiva. Non credo si meritino l’ultima posizione”.
Una classifica che secondo te possono ancora ribaltare?
“Se continuano a lavorare e a lottare con la ‘rabbia’ che tengono dentro, secondo me sono ancora in grado di uscirne”.
Yverdon per te è un traguardo o una tappa?
“Direi entrambe le cose. Un traguardo in quanto finora non mi ero ancora affermato in Challenge League, vi avevo giocato solo sporadicamente (vedi ACB, ndr). Mi era mancata quella continuità che invece qui sto trovando da titolare. Diciamo che è un traguardo ma anche una tappa per andare oltre”.
Cosa ti piace in particolare della tua nuova squadra?
“Il sistema di gioco che mi valorizza, rimanendo ‘largo’ ricevo tanti palloni, ho la possibilità di puntare all’uno contro uno. Evidenzierei il fatto che i compagni mi mettono nelle condizioni per fare la differenza. Siamo una squadra cui piace controllare il gioco, è tutto positivo”.
(Foto Filippo Zanovello)