“Mi piace tantisimo perché è un ragazzo che vuole
imparare, ascolta tanto e si dà da fare. Mi ha veramente sorpreso in positivo,
spero continui così”.
È di Ranjan Neelakandan che parla Adrian Ursea. Il giovane,
un prodotto del Team Ticino, è arrivato a gennaio ad Yverdon reduce da una
breve parentesi in Francia (FC Annecy). Ranjan ha vestito la maglia
granata, probabilmente in un’altra situazione giocherebbe ancora col
Bellinzona. Tra l’altro si era messo in luce all’ultimo Torneo giovanile
pasquale, quello vinto dall’Union Berlin in cui era stato premiato quale
miglior realizzatore.
Il ventunenne, pur senza andare a segno (la prima rete dei
vodesi è però stata coordinata da lui) si è notato per il suo modo di giocare
frizzante, sempre pronto a supportare la manovra d’attacco.
Contento della vittoria con i suoi nuovi compagni e di
essersi messo in mostra davanti ai suoi genitori che lo seguono ovunque.
Come è andata in Francia?
“È stata una bella esperienza, è un calcio diverso. Direi
anche un campionato completamente differente dalla nostra Challenge League. La
Ligue 2 è tanto fisica, c’è molta più intensità e anche molta tecnica”.
Un ottimo ‘modello’ per crescere?
“Esatto, sono cresciuto e maturato tanto. Lontano da
casa, mi sono adattato senza grandi problemi, ho anche imparato una nuova
lingua”.
Hai avuto delle belle soddisfazioni anche
calcisticamente?
“Certamente, all’inizio ho giocato diverse partite. A un
certo punto ho però trovato un po’ meno spazio, è questo il motivo che mi ha
portato a rientrare in Svizzera. Avevo troppa voglia di giocare…”.
Perché hai scelto Yverdon?
“Conoscevo bene il club, per me è stata un’ottima
opzione. Appena avuta notizia della mia partenza da Annecy si sono fatte avanti
alcune squadre tra le quali, appunto, l’Yverdon che mi ha accolto
entusiasticamente”.
Come hai trovato il Bellinzona di oggi?
“Premetto che il risultato (0-4) è un po’ bugiardo. Hanno corso moltissimo mostrando anche una certa aggressività, unita alla qualità di alcuni giocatori. Magari un po’ disorganizzati, soprattutto in fase difensiva. Non credo si meritino l’ultima posizione”.
“Premetto che il risultato (0-4) è un po’ bugiardo. Hanno corso moltissimo mostrando anche una certa aggressività, unita alla qualità di alcuni giocatori. Magari un po’ disorganizzati, soprattutto in fase difensiva. Non credo si meritino l’ultima posizione”.
Una classifica che secondo te possono ancora ribaltare?
“Se continuano a lavorare e a lottare con la ‘rabbia’
che tengono dentro, secondo me sono ancora in grado di uscirne”.
Yverdon per te è un traguardo o una tappa?
“Direi entrambe le cose. Un traguardo in quanto finora
non mi ero ancora affermato in Challenge League, vi avevo giocato solo
sporadicamente (vedi ACB, ndr). Mi era mancata quella continuità che invece qui
sto trovando da titolare. Diciamo che è un traguardo ma anche una tappa per
andare oltre”.
Cosa ti piace in particolare della tua nuova squadra?
“Il sistema di gioco che mi valorizza, rimanendo ‘largo’
ricevo tanti palloni, ho la possibilità di puntare all’uno contro uno.
Evidenzierei il fatto che i compagni mi mettono nelle condizioni per fare la
differenza. Siamo una squadra cui piace controllare il gioco, è tutto
positivo”.
(Foto Filippo Zanovello)