Premessa necessaria: il Milan, a Cremona, non ha rubato nulla. Certo,
c'era frustrazione tra i tifosi locali in tribuna, perché incassare
due gol nel finale (anche se il secondo è arrivato con tutta la
squadra nella metà campo avversaria, alla ricerca del pari in
extremis) non è mai piacevole. Però, è oggettivo che i rossoneri
avessero creato (e fallito) in precedenza alcune occasioni davvero
limpide, sia nella prima frazione che nella ripresa. I grigiorossi,
perlomeno a detta dei cronisti locali, più avvezzi alle cose della
squadra di Nicola, hanno offerto una buona prestazione, la migliore
degli ultimi tempi, chiudendosi in maniera efficace e provando, in
alcune occasione, ad andare a disturbare Mike Maignan. Purtroppo per
loro, rispetto alla sorprendente gara d'andata, quando sbancarono San
Siro alla prima di campionato, è mancata la precisione nelle
conclusioni, quando è loro capitato di sorprendere la retroguardia
avversaria. Tuttavia, come detto dal tecnico ex Cagliari a fine
partita, si poteva anche perdere contro il Milan; quello che conta,
però, è la prestazione, che fa ben sperare in vista degli scontri
diretti, il primo a Lecce nel prossimo fine settimana. Allegri ha
scherzato sull'infortunio di Bartesaghi pochi istanti prima del primo
gol ("Va detto che è uscito al momento giusto") per
poi tornare serio quando gli è stato chiesto qualcosa sulle
condizioni fisiche del suo esterno di destra ("Sembrerebbe un
problema muscolare, verrà valutato domani. Ma, nel caso, per il
derby abbiamo pronto Pervis Estupiñán"). Sulla partita,
l'allenatore del Milan ha sfoderato il pragmatismo che tanto fa
arrabbiare (e viceversa) tifosi, opinionisti e addetti ai lavori:
l'obiettivo è entrare nelle prime 4, e questa vittoria, alla vigilia
di due partite importanti come il derby e la trasferta di Roma sponda
Lazio, è di grandissima importanza. C'era delusione dopo la
sconfitta casalinga della settimana scorsa, ed era importante
ritrovare subito i tre punti. Dopodiché, a chi gli chiedeva se
questo successo tenga o meno aperta la lotta per lo scudetto, visto
che, in passato, il mister aveva detto che a marzo sarebbero state
fatte le prime valutazioni sugli obiettivi raggiungibili, Allegri ha
risposto in modo laconico: "Il percorso che sta facendo
l'Inter in questi ultimi mesi è straordinario: le hanno vinte tutte,
tranne una. Noi facciamo il nostro campionato, abbiamo delle
aspettative che non sono ancora state raggiunte, visto che mancano
ancora tante partite". Tanto pragmatismo, quindi,
piaccia o no ai fans e ai detrattori dell'allenatore toscano. I
limiti del Milan, del resto, sono sempre quelli: l'assenza di una
punta centrale di spessore. Ad un certo punto, ieri, i milanesi si
sono disposti con un inedito e coraggioso 4-3-3 che, alla fine, ha
portato i tre punti, anche se il primo gol, quello decisivo per
girare le sorti dell'incontro, è stato messo a segno grazie a
un'incursione di Strahinja Pavlović, non nuovo a queste azioni (era
andato in rete contro la Cremonese anche nella sfortunata, per i
suoi, partita d'andata a San Siro). In conferenza stampa, però, Max
ha subito frenato i bollori dei giornalisti presenti ("Non è
un'opzione tattica che prevediamo di usare dall'inizio"). Il
Milan, quindi, si prepara alla volata finale per un posto in
Champions, e Allegri avrà salutato con piacere il pareggio in
extremis tra Roma e Juventus. Il Como, al quinto posto, è indietro 9
punti; la Juventus, al sesto, 10, e con lo scontro diretto da giocare
a San Siro. Nel calcio, contano i numeri, e al mese di maggio: per il
bel gioco, c'è la Premier in televisione.
CAMPIONATO ITALIANO
Perché ci vuole pragmatismo