CAMPIONATO ITALIANO
Perché ci vuole pragmatismo
Pubblicato il 02.03.2026 07:14
di Silvano Pulga
Premessa necessaria: il Milan, a Cremona, non ha rubato nulla. Certo, c'era frustrazione tra i tifosi locali in tribuna, perché incassare due gol nel finale (anche se il secondo è arrivato con tutta la squadra nella metà campo avversaria, alla ricerca del pari in extremis) non è mai piacevole. Però, è oggettivo che i rossoneri avessero creato (e fallito) in precedenza alcune occasioni davvero limpide, sia nella prima frazione che nella ripresa. I grigiorossi, perlomeno a detta dei cronisti locali, più avvezzi alle cose della squadra di Nicola, hanno offerto una buona prestazione, la migliore degli ultimi tempi, chiudendosi in maniera efficace e provando, in alcune occasione, ad andare a disturbare Mike Maignan. Purtroppo per loro, rispetto alla sorprendente gara d'andata, quando sbancarono San Siro alla prima di campionato, è mancata la precisione nelle conclusioni, quando è loro capitato di sorprendere la retroguardia avversaria. Tuttavia, come detto dal tecnico ex Cagliari a fine partita, si poteva anche perdere contro il Milan; quello che conta, però, è la prestazione, che fa ben sperare in vista degli scontri diretti, il primo a Lecce nel prossimo fine settimana. Allegri ha scherzato sull'infortunio di Bartesaghi pochi istanti prima del primo gol ("Va detto che è uscito al momento giusto") per poi tornare serio quando gli è stato chiesto qualcosa sulle condizioni fisiche del suo esterno di destra ("Sembrerebbe un problema muscolare, verrà valutato domani. Ma, nel caso, per il derby abbiamo pronto Pervis Estupiñán"). Sulla partita, l'allenatore del Milan ha sfoderato il pragmatismo che tanto fa arrabbiare (e viceversa) tifosi, opinionisti e addetti ai lavori: l'obiettivo è entrare nelle prime 4, e questa vittoria, alla vigilia di due partite importanti come il derby e la trasferta di Roma sponda Lazio, è di grandissima importanza. C'era delusione dopo la sconfitta casalinga della settimana scorsa, ed era importante ritrovare subito i tre punti. Dopodiché, a chi gli chiedeva se questo successo tenga o meno aperta la lotta per lo scudetto, visto che, in passato, il mister aveva detto che a marzo sarebbero state fatte le prime valutazioni sugli obiettivi raggiungibili, Allegri ha risposto in modo laconico: "Il percorso che sta facendo l'Inter in questi ultimi mesi è straordinario: le hanno vinte tutte, tranne una. Noi facciamo il nostro campionato, abbiamo delle aspettative che non sono ancora state raggiunte, visto che mancano ancora tante partite". Tanto pragmatismo, quindi, piaccia o no ai fans e ai detrattori dell'allenatore toscano. I limiti del Milan, del resto, sono sempre quelli: l'assenza di una punta centrale di spessore. Ad un certo punto, ieri, i milanesi si sono disposti con un inedito e coraggioso 4-3-3 che, alla fine, ha portato i tre punti, anche se il primo gol, quello decisivo per girare le sorti dell'incontro, è stato messo a segno grazie a un'incursione di Strahinja Pavlović, non nuovo a queste azioni (era andato in rete contro la Cremonese anche nella sfortunata, per i suoi, partita d'andata a San Siro). In conferenza stampa, però, Max ha subito frenato i bollori dei giornalisti presenti ("Non è un'opzione tattica che prevediamo di usare dall'inizio"). Il Milan, quindi, si prepara alla volata finale per un posto in Champions, e Allegri avrà salutato con piacere il pareggio in extremis tra Roma e Juventus. Il Como, al quinto posto, è indietro 9 punti; la Juventus, al sesto, 10, e con lo scontro diretto da giocare a San Siro. Nel calcio, contano i numeri, e al mese di maggio: per il bel gioco, c'è la Premier in televisione.