HC AMBRÌ PIOTTA
Ecco i mali dell'Ambrì
Pubblicato il 02.03.2026 09:01
di Marco Maffioletti
Ormai praticamente solo Coira e Basilea possono risparmiare all’Ambrì la fastidiosa appendice supplementare della finale dei playout contro l’Ajoie. Già, se i grigionesi e i basilesi dovessero eliminare nei quarti di finale rispettivamente La Chaux-de-Fonds e Visp, le uniche “aspiranti” alla promozione, la sfida contro i giurassiani non si disputerebbe nemmeno. Attualmente i neocastellani e i vallesani conducono la serie con il punteggio di 2 a 1. Insomma, le speranze leventinesi sono abbastanza ridotte.
Ma come mai si è arrivati a questo punto? Tralasciando le mille peripezie societarie e i vari "casini", la lettura in fin dei conti è relativamente semplice. All’Ambrì sono mancati in particolar modo gli stranieri. Già, partendo da Petan (ormai quasi dimenticato) e continuando con Tierney e Formenton. Il primo, dopo un inizio deludente, è partito. Il secondo si è rivelato completamente inadeguato al nostro campionato. Lento, senza mordente e con poca personalità, non ha mai giustificato una licenza straniera. Formenton, dopo i guai giudiziari e la lunga pausa agonistica, non ha mai raggiunto un grande livello. Certo il suo pattinaggio non si discute, le qualità nemmeno, ma la verità è che il canadese non ha performato a dovere. Chris DiDomenico, dopo un’entrata in materia difficoltosa, ha preso per mano la squadra negli ultimi due mesi, con i suoi pregi e i suoi difetti. Ora con l’arrivo di Tapola è arrivata la prevedibile “rottura”. La speranza è che si trovi un compromesso per portare a termine la stagione e che “DiDo” torni nel line-up. Fanno sorridere onestamente tutte queste critiche al classe 1989: lui ha sempre giocato così, praticamente nessuno aveva mai chiesto “la sua testa”. Ora, dopo la decisione di Tapola, diversi addetti ai lavori e tifosi sostengono la scelta del coach finlandese dicendo che sia la mossa giusta. Strano che nessuno l’avesse proposta in precedenza... La verità è semplicemente una: con il parco attuale di giocatori, l’Ambrì necessita dell’apporto di DiDomenico. L’unico che ha veramente grinta e personalità, uno dei pochi che sa scaldare la folla. Resta infine Joly, il quale il suo più o meno, tra alti e bassi, lo fa.
Per quanto concerne i difensori, Virtanen non ha più fatto il marziano, ma in fondo lo si poteva prevedere. Gli anni passano anche per lui. Lo stesso vale per Heed, ancora in maniera più marcata. Lo svedese comunque già nello scorso campionato aveva performato in maniera meno brillante. Un altro fattore che ha influito negativamente sono le prestazioni dell’estremo difensore Senn. L’anno scorso il vallesano aveva fatto molto bene. Con lui in porta l’Hcap aveva conquistato ben 44 punti. Quest’anno l’ex Davos ha fatto il passo del gambero, dimostrando maggior insicurezza. Le sue statistiche sono crollate e con lui tra i pali i punti ottenuti finora sono solamente 24. Meglio di lui Wüthrich, che di punti ne ha raccolti 30, superando il bottino ottenuto nella stagione 24/25 da Juvonen e Fadani (27 per il finlandese, 2 per l’italiano). Per quanto concerne il resto del roster di movimento elvetico, poche le note liete.
Dei giovani l’unico ad aver fatto uno step ulteriore è Miles Müller. I vari De Luca, Manix Landry, Terraneo marciano sul posto, rispettivamente non hanno fatto progressi.
E gli uomini di esperienza? Zwerger in particolar modo nella prima parte del campionato è l’unico ad avere veramente reso. Il resto complessivamente ha deluso o comunque non ha overperformato. Alcuni hanno delle attenuanti come ad esempio Dario Bürgler, per ovvie ragioni anagrafiche. Pestoni invece non è forse mai stato messo nelle condizioni di poter rendere. Da altri invece semplicemente non si può pretendere di più.
Insomma, il penultimo posto in classifica non mente e fotografa bene il pessimo rendimento del team. Ora però guai a cadere nel panico o a diventare isterici. L’Ambrì manterrà il suo posto nella massima lega. Fondamentale sarà però arrivare all’ultimo spezzone di stagione con serenità al fine di concludere in modo dignitoso un campionato disgraziato. Ecco perché il caso “DiDomenico” andrà immediatamente risolto.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)