Non ha sfigurato, il Lugano, contro gli ZSC Lions. Pur
subendo tremendamente, soprattutto nel primo periodo, la fisicità avversaria i
bianconeri sono rimasti ancorati agli zurighesi per buona parte dell’incontro
trovando anche il meritato pareggio a metà incontro con Connor Carrick, frutto
di una seconda frazione in cui, dopo le recenti uscite, si è rivista la squadra
applicare a dovere il sistema di gioco di Tomas Mitell. In quel momento i
campioni svizzeri ci hanno capito ben poco, trovando la prima conclusione verso
van Pottelberghe solamente dopo 6’ dalla ripresa. A tagliare le gambe a Fazzini
e compagni è stata la doppietta in rapida successione di Sven Andrighetto. Il
nazionale ha di fatto deciso la contesa in poco più di due minuti allungando
definitivamente il vantaggio. L’estremo difensore bianconero ha sul groppone il
primo dei due sigilli di “Ghetto”, poiché la visuale era completamente libera e
la conclusione, seppur chirurgica, era sul suo palo. Nulla da fare sulla
seconda rete, propiziata da una liberazione vietata di Carrick troppo
avventata, la quale ha costretto ad un lungo cambio i suoi, favorendo una sorta
di power-play a parità numerica.
Nel complesso, come citato all’inizio, la prova dei
bianconeri non è stata negativa. Nonostante le assenze di peso di Dahlström e
Müller il sistema difensivo ha retto molto bene la pressione zurighese. A fare
la differenza, oltre ad un rigore impeccabile in retrovia da parte degli uomini
di Bayer, è stato il maggior cinismo di questi ultimi. L’”uno-due” micidiale di
Andrighetto nato dal nulla, preceduto dalla rete dopo appena 3’ di Derek Grant
in shorthand, propiziata da un malinteso tra Thürkauf e Fazzini, sono l’esempio
di come allo Zurigo basti poco per capitalizzare le proprie occasioni. Al
Lugano, spesso, sono tremate le mani al momento di concludere peccando di
prevedibilità al cospetto di un Hrubec ancora una volta superlativo.
I bianconeri restano nella top 4 nonostante la sconfitta ma
si vedono raggiungere dal Ginevra, vittorioso alle Vernets contro il Bienne ma
che resta quinto in virtù degli scontri diretti a sfavore. Si fa sempre più
concreta la possibilità di vedere l’ennesimo scontro tra le Aquile e il Lugano,
tenendo conto del distacco con il Losanna, malmenato dal Davos alla Vaudoise
Arena.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)