Nei giorni a seguire l’annuncio dell’accordo triennale tra Jussi
Tapola e l’Ambrì Piotta, sia il Presidente Davide Mottis che lo
stesso tecnico finlandese sono entrati nello specifico, spendendo molte parole
importanti legate al futuro come al recente “caso DiDo”. Mottis, ospite giovedì
sera a Fuorigioco, ha dichiarato che la mossa di blindare Tapola è
frutto di una volontà di rendere il club sempre più professionale, ritenendosi
colpito dal progetto che il 51enne vuole applicare, nel quale al centro vi è la
solidità del gruppo, cosa che si vuole creare da subito in linea con il
rilancio aziendale. Da qui la decisione di separarsi dal proprio top scorer,
notoriamente fuori dagli schemi a beneficio del suo ego hockeistico. “Abbiamo
ritenuto di dover sostenere la linea di Tapola, condivisa anche dallo staff
allargato, di cui fa chiaramente parte anche Lars Weibel, che non è presente ma
sento sovente, come da lui dichiarato, dopo le 22, in quanto ancora legato alla
SIHF”. Importanti anche le parole del capitano biancoblù, Daniele Grassi,
sempre rilasciate durante la trasmissione di TeleTicino: “Il nuovo staff
è stato chiaro quando è entrato nello spogliatoio, dando ad ognuno di noi la
possibilità di scegliere se condividere il loro credo o meno. Sta a noi singoli
ora accettare ed impegnarci a seguire questa linea e questa cultura al fine di
uscirne come squadra, consci che può portare a decisioni forti. Solo così possiamo
uscire rapidamente dalle situazioni difficili”.
Sul Corriere del Ticino di venerdì l’allenatore finlandese
sposa le idee del nuovo corso leventinese: “Quando sono arrivato non avevo
pensieri legati al futuro. Durante la pausa olimpica abbiamo messo sul tavolo
diversi temi che ci hanno trovati coesi, da qui la decisione di proseguire
assieme. Mi ha colpito il fatto che ci siano idee chiare nel processo che si
vuole intraprendere. Rispetto a Tampere e Berna, dove le aspettative sono sempre
molto alte e legate all’immediato, Ad Ambrì si vuole costruire qualcosa di
successo, consci del fatto che ci vorrà tanto tempo e pazienza. Ho visto da
subito il potenziale che c’è attorno a questo club, è un onore per me farne
parte. Già nella mia prima partita contro il Lugano ho avvertito il calore dei tifosi
biancoblù”. Sulla questione DiDomenico si è espresso così: “Al mio
arrivo ho parlato subito con i giocatori dei valori che la squadra deve
mostrare sul ghiaccio. Qualora vediamo che questi non vengono rispettati è
nostro compito intervenire e aggiustare il roster, è anche una questione di
coerenza con quanto comunicato. L’aver sentito l’appoggio del club su questo
tema non ha influito sulla mia decisione di legarmi all’Ambrì e di
ufficializzarlo all’indomani della separazione con il canadese. Rendere noto
ora chi sarà l’allenatore per il futuro aiuta nelle trattative con i giocatori
e i loro agenti: prima di un trasferimento, gli attori coinvolti vogliono sapere
chi sarà al timone e quale sarà il progetto.”
Uno sguardo poi di nuovo al presente, proiettandosi già alla
nuova stagione: “Non dobbiamo pensare troppo a cosa è stato e a cosa sarà.
Lo stato d’animo con il quale scenderemo sul ghiaccio ora sarà fondamentale.
Sappiamo giocare e lo abbiamo anche dimostrato, ora il mio compito è quello di
tirare fuori il meglio dai giocatori, e di conseguenza dalla squadra. Una volta
terminata la stagione parleremo con la squadra e con la Direzione su come e
dove migliorare, è una nostra priorità trovare la miglior soluzione per tutti
al fine di competere con le altre squadre della lega. Valuteremo se sarà il
caso di incrementare la condizione fisica volta ad arrivare pronti sin dall’inizio
della regular season. Un sogno? Far sì che chi decida di venire ad Ambrì sia a
proprio agio e in piena sintonia con il club. Dopodiché il tutto sarà una
conseguenza.”
(Foto HCAP)