Quattro sconfitte nelle ultime cinque uscite, tante quanti i
punti accumulati. Sette reti fatte, tredici subite. È questo il bilancio del
Lugano dal rientro dalla pausa olimpica. I bianconeri si apprestano dunque a
chiudere la regular season come l’avevano aperta, ossia con delle prestazioni
tutto sommato buone ma caratterizzate da un’evidente sterilità offensiva, valsa
la perdita momentanea della top 4 a vantaggio del Ginevra, ora terzo.
A onor del vero, i ragazzi di Mitell hanno trovato a due
riprese la via della rete, oltre a quella di Kupari – la prima stagionale, importante
per la fiducia del ragazzo – che ha sbloccato il punteggio, salvo essere
annullate: la prima per un giusto bastone alto di Thürkauf e la seconda, molto
più discutibile, negata ad Alatalo per via di una sospetta ostruzione su
Ludovic Waeber da parte di Sanford. Di certo non si può dire che il Lugano non
abbia provato a vincerla su un ghiaccio notoriamente ostico, così come non si
può negare un certo ausilio da parte della dea bendata, decisiva su diverse
conclusioni degli Aviatori finite sui ferri: clamorosa quella di Axel Simic, a Schlegel
praticamente battuto, quando al termine mancavano 5 minuti. Lo stesso Schlegel,
dopo alcune partite sottotono, è tornato a dar sicurezza ai suoi, come
testimonia il buon 93% di tiri intercettati.
Aldilà dell’attuale carenza di risultati, è benaugurante la
parvenza di una condizione fisica molto buona: raramente Fazzini e compagni
hanno perso dei duelli alle assi o si sono fatti sorprendere in velocità dagli
avversari. Fattore, questo, che in vista degli imminenti play-off non può che far
ben sperare nonostante, con la situazione attuale della classifica, all’orizzonte
si prospetta un proibitivo quarto di finale contro gli ZSC Lions, vittoriosi
alla Cornèr Arena tre giorni or sono. Già nell’occasione si è vista una squadra
che fisicamente non teme il confronto, ma che manca terribilmente di killer instinct.
Senza di esso, sarà quasi impossibile pensare di dar fastidio ai campioni in
carica. Lunedì arriverà uno Zugo ormai certo dell'ottava piazza, in virtù della differenza reti a svantaggio rispetto al Rapperswil settimo. L'occasione per congedarsi dalla regular season nel migliore dei modi è ghiotta.
Per concludere, la partita della Swiss Arena è stata l’ultima
davanti al suo pubblico di capitan Steve Kellenberger, omaggiato prima dell’ingaggio
d’inizio con un lungo tributo ad una carriera che lo ha visto indossare la
maglia degli Aviatori in oltre 1'000 occasioni tra National League e Swiss
League.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)