Tempo fa, a Como, parlando con Anastasios Douvikas, è emerso
che conosce Georgios Koutsias e che si sentono spesso. Scherzando, gli abbiamo
detto che sono accomunati dall'essere agli ordini di due allenatori che non
amano schierare le due punte. Lui ci rispose che non avrebbe avuto problemi a
duettare con Morata, ovviamente. Così, ieri sera, quando abbiamo visto il
foglio partita, siamo rimasti un po' stupiti leggendo i nomi di Behrens e del
greco, anche se in stagione è capitato di vedere Renato Steffen giocare in
attacco. A fine partita, Mattia Croci-Torti, alla nostra domanda sulla mossa,
ha detto di averla fatta per provare a dare più qualità in avanti, tentando
così di pressare il Lucerna nella propria metà campo; e, in effetti, la cosa ha
funzionato, nel momento in cui i confederati, nella prima mezz'ora, non sono
stati praticamente mai in grado di rendersi pericolosi, pur dimostrando una
buona condizione atletica, che era poi l'unica arma che potevano sfoderare,
vista una certa carenza di qualità. Dopodiché, il capocannoniere bianconero,
verso la mezz'ora, ha accusato un fastidio muscolare, forse dovuto allo scatto
fatto per farsi trovare pronto, libero nei sedici metri, a ricevere il
passaggio del compagno di reparto il quale, sulla fascia sinistra, stava
puntando la porta con addosso due avversari. Koutsias, invece, ha cercato la
conclusione personale, neutralizzata dai due difensori lucernesi, e Behrens,
come rivelato a fine partita dal Crus, verso la mezz'ora ha comunicato alla
panchina di avere problemi fisici, venendo avvicendato poi all'inizio della
ripresa. Le coincidenze, a volte.
In tutto questo, a fine partita, il mister ci è apparso
piuttosto arrabbiato e deluso. Troppi i duelli individuali persi in difesa
(problema vecchio, questo, visto che i bianconeri cercano da tempo giocatori
forti in questo fondamentale); in generale, un'attitudine, ancora una volta,
non adatta al contesto. I confederati sono scesi in Ticino accompagnati da un
gran numero di sostenitori, a dimostrazione che l'ambiente aveva una gran
voglia di ottenere un risultato importante, questo al netto di una qualità generale
certamente più bassa degli avversari. Diciamo, usando le parole del Crus in
settimana, che l'hanno voluta vincere, più dei padroni di casa, che si
ritrovano ad avere ottenuto sette punti in sette gare, con due sconfitte su tre
nelle ultime partite, tutte contro squadre più indietro in classifica. Ora, ci
saranno le due insidiosissime trasferte in Svizzera interna, contro San Gallo e
YB. Il Crus, in un attimo di combattività ritrovata, ha affermato che i suoi
proveranno ad andare a prendere su quei campi i punti lasciati in giro in
questa settimana: non è un'affermazione a casaccio, perché i suoi ragazzi, in
passato, hanno dimostrato di potersi esprimere a ottimi livelli. Certo, si
dipende molto dalle individualità: Renato Steffen, Daniel Dos Santos (ieri
assente per squalifica, ci sarà al Kybunpark sabato prossimo), Kevin Behrens.
E, alla fine, questo è l'aspetto più preoccupante.
In definitiva, quello di ieri è un campanello d'allarme.
Passa tutto sommato in secondo piano la scelta di far giocare Von Ballmoos: in
conferenza stampa, il tecnico di Vacallo ha detto che lui ha due portieri
di grande valore e che l'ex YB si meritava l'opportunità. Abbiamo i capelli
grigi, e c'eravamo ai tempi dell'alternanza Galli-Pazzagli al Milan: non fu un
esperimento riuscitissimo. Nei tempi più moderni l'abbiamo visto fare in tanti
contesti più importanti (senza nulla togliere, ovviamente) del F.C. Lugano (Alexander
Nübel e Manuel Neuer al Bayern, ma è solo uno dei tanti esempi che potremmo
citare); tuttavia, è un fatto che, rispetto ai tempi di Arrigo Sacchi,
precursore di questa alternanza tra i pali, oggi l'estremo difensore ha un
ruolo anche in fase di costruzione, con tutto quello che ciò comporta
nell'economia di gioco. Dopodiché, in settimana avevamo proprio scritto (tra
gli altri) del futuro di Amir Saipi: non lo ammetterà mai nessuno, ovviamente,
che ieri sera è arrivata una chiara risposta alle nostre ipotesi, ed è giusto
così, in fondo. Però, l'indizio è di quelli importanti: la parola, adesso,
passa al campo. Il quale, da sempre, emette sentenze inappellabili.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)