Il cambio volante tra il difensore Bachmann e il portiere
Senn a poco più di 2 minuti dal termine della partita di Rappi è stato il
dipinto perfetto della tormentata regular season leventinese. Qualcosa di mai
visto praticamente a questi livelli. Un cambio resosi necessario dopo le tre
reti incassate a porta incustodita, perché la decisione di Tapola di reinserire
tra i pali l’estremo difensore alla ripresa del gioco era giunta troppo tardi e
quindi i biancoblù hanno optato dopo l’ingaggio per la soluzione descritta in
entrata. A rendere il tutto ancora più incredibile c’è stata anche l’autorete,
sempre a porta vuota, da parte di Dario Bürgler, ma questa è semplicemente
sfortuna. In una partita che non aveva più nulla da dire, l’Ambrì si è
presentato con soli undici attaccanti, viste le assenze di Joly (malato),
Müller (sospeso) e degli infortunati Zwerger e Kostner. Certo, il match era
ininfluente, ma non si può non sorridere, pensando alle parole del “diesse a
interim” Alessandro Benin, quando commentando e giustificando l’allontanamento
di DiDomenico e la mancanza di licenze B straniere, aveva fatto la conta degli
elementi disposizione nel roster leventinese. E così nel primo tempo il
rientrante Terraneo è stato schierato in attacco. Esperimento poi interrotto,
visto che Simone è ritornato alla sua posizione naturale di difensore al posto
del povero Rocco Pezzullo. Quest’ultimo, probabilmente anche a causa di un
errore grossolano nei primi 20’, è stato tenuto in panchina per i restanti 40’.
Insomma coach Tapola non fa sconti, anche se poi però viene da chiedersi il
senso di tutto ciò nel contesto di ieri e onestamente se il barème è questo ci
si chiede perché altri elementi non fanno “la stessa fine”. Si è rivisto anche
Pestoni. Purtroppo il club non lo ha voluto mettere a disposizione dei media.
Ciò al fine di evitare presunte polemiche. Sarebbe stato interessante conoscere
i sentimenti di Inti, in merito alle ultime esclusioni e le parole di Tapola,
il quale ha affermato che il numero 18 non porta abbastanza intensità. Certo
che poi sarebbe utile riuscire a comprendere quale tipo d’intensità maggiore
portano elementi sempre titolarissimi e intoccabili come Bürgler (a cui per
ovvi motivi anagrafici non gli si possono dare colpe) e Chris Tierney, uno
degli stranieri più inadeguati degli ultimi tempi. La partita, inutile ai fini
della classifica, si è conclusa per dovere di cronaca con la vittoria del
Rapperswil 6 a 2. E a fare specie e senso sono proprio la differenza di line-up
e di organizzazione tra le due squadre, con l’Ambrì sul ghiaccio appunto con
soli 11 attaccanti e 4 stranieri, mentre dall’altra parte i Lakers oltre ai 6
import sul ghiaccio avevano in tribuna l’ex biancoblù Maillet e Pilut. Di che
riflettere.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)