Da un paio di mesi Nicola Bignotti non è più all’Yverdon, squadre retrocessa la scorsa stagione dalla Super League :
l’ormai ex Direttore Operativo del club vodese è tornato nella sua Chiasso,
dove risiede da anni.
Cosa farà adesso? Quale sarà la sua prossima avventura? Glielo abbiamo chiesto.
Bignotti, come va?
“Tutto bene grazie. Sono contento di essere tornato a Chiasso, che sento come la mia città”.
Non le manca Yverdon?
“Assolutamente no. È una città bruttina con un clima devastante: sono sicuro che la nebbia non mi mancherà”.
Com’è finita con la società?
“Diciamo che c’erano delle diversità di vedute riguardanti il futuro e così il rapporto è stato chiuso a fine anno”.
Cosa non ha funzionato nella squadra?
“Dopo una retrocessione non è mai facile risalire, anche perché stiamo parlando di una piazza piccola che era riuscita a salire in Super League grazie al miracolo fatto da Schällibaum e Degennaro. Diciamo che forse è mancata un po’ di pianificazione a medio-lungo termine”.
Ieri è stato mandato via anche Ursea:
“Mi spiace tanto, anche perché lo ritengo un ottimo tecnico, molto preparato, oltre a essere una persona straordinaria. Gli avevano appena rinnovato il contratto di tre anni…”.
Adesso Lei cosa farà?
“Sto parlando con un paio di club ma per il momento non c’è ancora nulla di concreto”.
Svizzera o estero?
“Uno in Svizzera e uno all’estero”.
E il Ticino?
“Nessun contatto, nonostante qualche buona amicizia che ho mantenuto. So che girano delle voci, ma sono assolutamente infondate. Non so chi le abbia messe in giro…”.
Cosa farà adesso? Quale sarà la sua prossima avventura? Glielo abbiamo chiesto.
Bignotti, come va?
“Tutto bene grazie. Sono contento di essere tornato a Chiasso, che sento come la mia città”.
Non le manca Yverdon?
“Assolutamente no. È una città bruttina con un clima devastante: sono sicuro che la nebbia non mi mancherà”.
Com’è finita con la società?
“Diciamo che c’erano delle diversità di vedute riguardanti il futuro e così il rapporto è stato chiuso a fine anno”.
Cosa non ha funzionato nella squadra?
“Dopo una retrocessione non è mai facile risalire, anche perché stiamo parlando di una piazza piccola che era riuscita a salire in Super League grazie al miracolo fatto da Schällibaum e Degennaro. Diciamo che forse è mancata un po’ di pianificazione a medio-lungo termine”.
Ieri è stato mandato via anche Ursea:
“Mi spiace tanto, anche perché lo ritengo un ottimo tecnico, molto preparato, oltre a essere una persona straordinaria. Gli avevano appena rinnovato il contratto di tre anni…”.
Adesso Lei cosa farà?
“Sto parlando con un paio di club ma per il momento non c’è ancora nulla di concreto”.
Svizzera o estero?
“Uno in Svizzera e uno all’estero”.
E il Ticino?
“Nessun contatto, nonostante qualche buona amicizia che ho mantenuto. So che girano delle voci, ma sono assolutamente infondate. Non so chi le abbia messe in giro…”.