Nel calcio i tifosi, a volte, quando la loro squadra si guadagna,
magari con un'impresa, la possibilità d'incontrare un top team, sono
combattuti tra l'orgoglio di potersi godere una grande giornata (o
serata) di sport e il timore di subire un'umiliazione storica.
Parlando con alcuni amici e colleghi, tifosi atalantini, il pensiero,
alla vigilia di Atalanta-Bayern München, era proprio quello di
dover contare le reti avversarie col pallottoliere, un po' come
l'Inter lo scorso anno in finale con il PSG. E le parole del tecnico
dell'Atalanta Raffaele Palladino, al termine della partita contro i
bavaresi, chiusasi con il pesantissimo punteggio di 1-6, sono
indicative: "Non avevo mai incontrato prima giocatori
con queste qualità: sono rimasto davvero
impressionato". L'allenatore dei bergamaschi, tuttavia,
non ha rimpianti: "La rigiocherei ancora in questa
maniera: se stasera eravamo qua, se stiamo giocando la semifinale di
Coppa Italia e restiamo nelle condizioni di provare a ottenere un
piazzamento di prestigio in campionato è per questa mentalità che
abbiamo. Quindi, rifarei così".
Poche parole, insomma, per spiegare cos'è successo. La sensazione,
ascoltando l'allenatore dei nerazzurri orobici, che lo stesso si
fosse trovato di fronte a qualcosa di troppo grande per poter essere
fronteggiato, un po' come un cacciatore che raccontasse la scena di
un grizzly adulto che attacca un cucciolo di alce o bisonte. Tornando
al calcio, la ormai certa eliminazione dell'Atalanta restringe il
margine dell'Italia per guadagnarsi un posto in più in Champions il
prossimo anno. Non solo, bisognerà guardarsi anche alle spalle:
l'Italia ha infatti totalizzato sinora 17.357 punti (4 squadre
presenti su 7 partecipanti), mentre il Portogallo che insegue è a
quota 16.600 (3 su 5). Solo ieri, sul nostro sito, il collega Angelo
Lungo scriveva di come il calcio di Serie A abbia preso una china
piuttosto negativa, dal punto di vista dello spettacolo e, a questo
punto, dei risultati in Europa: un gioco tattico ma lento,
prevedibile, noioso. La facilità, la rapidità con la quale i
giocatori germanici cercavano la profondità, concludevano verso la
porta avversaria è stata impressionante. Qualcuno ricorderà di come
l'Inter, lo scorso anno, abbia avuto ragione dei bavaresi: verissimo,
così come è oggettivo che, agli stessi, mancassero diversi elementi
chiave, mentre i giocatori milanesi avevano un anno di meno. La
realtà, impietosa, e che la Serie A odierna, più che far parte di
un altro pianeta rispetto all'èlite del calcio continentale vive,
più che altro, su un satellite.
(fonte foto YouTube)