CHAMPIONS LEAGUE
Dominio assoluto
Pubblicato il 11.03.2026 08:44
di Silvano Pulga
Nel calcio i tifosi, a volte, quando la loro squadra si guadagna, magari con un'impresa, la possibilità d'incontrare un top team, sono combattuti tra l'orgoglio di potersi godere una grande giornata (o serata) di sport e il timore di subire un'umiliazione storica. Parlando con alcuni amici e colleghi, tifosi atalantini, il pensiero, alla vigilia di Atalanta-Bayern München, era proprio quello di dover contare le reti avversarie col pallottoliere, un po' come l'Inter lo scorso anno in finale con il PSG. E le parole del tecnico dell'Atalanta Raffaele Palladino, al termine della partita contro i bavaresi, chiusasi con il pesantissimo punteggio di 1-6, sono indicative: "Non avevo mai incontrato prima giocatori con queste qualità: sono rimasto davvero impressionato". L'allenatore dei bergamaschi, tuttavia, non ha rimpianti: "La rigiocherei ancora in questa maniera: se stasera eravamo qua, se stiamo giocando la semifinale di Coppa Italia e restiamo nelle condizioni di provare a ottenere un piazzamento di prestigio in campionato è per questa mentalità che abbiamo. Quindi, rifarei così". Poche parole, insomma, per spiegare cos'è successo. La sensazione, ascoltando l'allenatore dei nerazzurri orobici, che lo stesso si fosse trovato di fronte a qualcosa di troppo grande per poter essere fronteggiato, un po' come un cacciatore che raccontasse la scena di un grizzly adulto che attacca un cucciolo di alce o bisonte. Tornando al calcio, la ormai certa eliminazione dell'Atalanta restringe il margine dell'Italia per guadagnarsi un posto in più in Champions il prossimo anno. Non solo, bisognerà guardarsi anche alle spalle: l'Italia ha infatti totalizzato sinora 17.357 punti (4 squadre presenti su 7 partecipanti), mentre il Portogallo che insegue è a quota 16.600 (3 su 5). Solo ieri, sul nostro sito, il collega Angelo Lungo scriveva di come il calcio di Serie A abbia preso una china piuttosto negativa, dal punto di vista dello spettacolo e, a questo punto, dei risultati in Europa: un gioco tattico ma lento, prevedibile, noioso. La facilità, la rapidità con la quale i giocatori germanici cercavano la profondità, concludevano verso la porta avversaria è stata impressionante. Qualcuno ricorderà di come l'Inter, lo scorso anno, abbia avuto ragione dei bavaresi: verissimo, così come è oggettivo che, agli stessi, mancassero diversi elementi chiave, mentre i giocatori milanesi avevano un anno di meno. La realtà, impietosa, e che la Serie A odierna, più che far parte di un altro pianeta rispetto all'èlite del calcio continentale vive, più che altro, su un satellite. 
(fonte foto YouTube)