In
Italia monta la tensione, i risultati delle competizioni europee hanno mostrato la crisi perenne del movimento. E sta per arrivare il tempo
degli spareggi, la Nazionale rischia di saltare il terzo Mondiale di
fila. Fabio Capello non ha dubbi e spiega: “Abbiamo preteso di
copiare il Barcellona di Guardiola e l'abbiamo fatto male”.
Perché non c'era né la qualità né la tecnica. La Serie A gioca
sotto ritmo, le partite sono noiose, lo schema tattico impostato è
uno sterile possesso palla. E poi c'è l'affondo contro i direttori
di gara. Gli arbitri sono un problema: frenano la velocità;
tollerano le sceneggiate dei giocatori; fischiano contrasti minimi.
Contesta: “Ci siamo inventati il fallo con il pestone”. E
rivolge critiche pure al Var: “Spesso non conoscono le dinamiche
del gioco”. La disamina è
precisa. Fine marzo: tra qualche settimana si deciderà il destino
dell'Italia del pallone, le avversarie saranno Irlanda del Nord e
forse una tra Galles o Bosnia. Ma l'esito, in fondo, sarà dettaglio.
Sarà tragedia o euforia. Ma la sostanza non cambia: l'Italia è un
paese calcisticamente di retrovia.
(fonte foto: YouTube)