CAMPIONATO ITALIANO
Inter siamo al melodramma
Pubblicato il 15.03.2026 07:05
di A. L.
Nel secondo tempo: Thuram, a tu per tu con il portiere, sbaglia la rete del 2 a 0; sul gol del pareggio dell'Atalanta l'Inter reclama un fallo su Dumfries; l'arbitro non ravvede un fallo in area di rigore su Frattesi. L'interismo è esploso: la Beneamata è diventata di nuovo volubile, è preda di paure e tensioni. Il campionato è, quasi, ufficialmente riaperto. Il Milan ci crede: chi corre ha fiatone e timore; chi insegue ha forza e coraggio. Dovrebbe essere un finale entusiasmante. Ma non è così: le polemiche non finiscono mai. Il calcio italiano deve affrontare una crisi sistemica, e, tra i tanti, ha un problema evidente: ha una classe arbitrale mediocre. Si potrebbe parlare dello scarsa carisma dei direttori di gara, ma si tratta solo di un aspetto secondario. Al Var di Inter-Atalanta c'era Matteo Gariglio, dismesso nel 2023 per ragioni tecniche, non era ritenuto adatto per il campo, ma è considerato buono per il Var. L'Aia (Associazione arbitri italiani) vive in uno splendido isolamento; parla come e quando vuole; ha un'autonomia che sconfina nella discrezionalità; assunzioni, valutazioni, promozioni hanno criteri assolutamente arbitrari. Ritornando a questioni inerenti al campo, l'Inter fa bene a tremare e a temere, la squadra pare involuta e stanca. L'assenza di Lautaro pesa in termini di personalità. Chivu è ancora nella fase di apprendistato. L'ambiente è scosso: il sorpasso dei cugini sarebbe considerato una tragedia. Ma non tutto è perduto. Forse.