AC BELLINZONA
Fallimento granata
Pubblicato il 15.03.2026 08:49
di L.S.
Altro che «verso la promozione», a Bellinzona ormai si va dritti dritti verso la Promotion: la Prima Promotion!
Ci vorrebbe un miracolo, ma è difficile soltanto immaginarlo: a una squadra che in questo 2026 ha vinto solo una partita contro i ragazzini dello Xamax, non si può certo chiedere una rimonta di questo tipo. Anche perché le avversarie continuano a fare punti e il divario aumenta a ogni partita.
Il club ha deciso per il silenzio stampa, e in fondo lo si capisce: cosa si può dire in questo momento, in cui tutto ciò che era stato detto in questi mesi, è stato bellamente smentito?
Il patron, il colombiano Juan Carlos Trujillo, è assente: cerca di tenere in piedi la baracca come meglio può, ma la sensazione è di una mancanza di idee e di una fragilità economica che rende tutto maledettamente difficile.
Il mercato sbagliato in estate non è stato corretto in inverno, quando invece ci si era lanciati in proclami di rafforzamento che sono stati ampiamenti smentiti. Questa squadra è debole, priva di giocatori di qualità e di temperamento, ed è difficile assemblarla.
Ha quattro portieri che non hanno il livello della Challenge League, difensori che sono stati pescati spesso in campionati di secondo piano e dimostrano tutti i loro limiti, mentre il centrocampo è sprovvisto di qualità e leadership. E l’attacco? Sadiku è palesemente nella fase finale della sua carriera mentre il giovane Vogt è stato inghiottito dalla mediocrità della squadra.
In poche parole, una tristezza infinita.
Non è bastato nemmeno l’arrivo di Sannino, che lo scorso anno, con una squadra diversa, era stato protagonista di una grande rimonta. Ma stavolta, nemmeno al mister di Varese è riuscito il miracolo.
E adesso? Bisogna chiudere il campionato con dignità, ma soprattutto pensare alla prossima stagione, che a meno di clamorosi colpi di scena (vedi le licenze) sarà in Prima Promotion.
Il futuro, in questo caso, non sembra roseo. C’è da capire quali saranno i prossimi passi del patron, se avrà voglia di continuare a investire e con quali strategie. Risalire non è mai facile e la perdita del calcio giovanile d’élite è stata un’altra brutta batosta.
Aspettiamo con trepidazione qualche segnale, sperando che anche il glorioso ACB non faccia la fine di altre società che fino a pochi anni fa occupavano posti nobili del nostro calcio.
(Foto Filippo Zanovello)