Fabregas
sembra essere inviso ad alcuni tecnici della Serie A. Allegri gli ha
ricordato che ha iniziato da poco e lo ha trattato con supponenza.
Gasperini, dopo la partita di ieri, lo ha tenuto a distanza, si è
allontanato, rifiutando il canonico e protocollare saluto finale.
Perché tutta questa acrimonia nei confronti dello spagnolo?
Semplice: ha una proprietà che accontenta le sue richieste, compra i
calciatori funzionali al suo progetto tattico; il Como gioca un gran
bel calcio, è la squadra più divertente del campionato. La
proprietà acquista, ma lo fa con criterio e lungimiranza, la rosa è composta da elementi che assicurano esperienza, ma la maggior parte sono
prospetti che hanno un valore in crescita costante. Maximo Perrone,
era di proprietà del City, è stato ingaggiato per una cifra attorno
ai 13 milioni, ora ne vale oltre 30. Fabregas non ha paura di
sperimentare e ha coraggio: ruota i suoi giocatori con sagacia e
cambia modulo; imposta il gioco, ma si adatta anche all'incontro e
alle caratteristiche dell'avversario. Sperimenta certo, sta facendo
apprendistato sicuro, ma la classifica parla chiaro: i lariani sono
davanti a club come la Juve, la Roma e la stessa Atalanta. E
sarebbero virtualmente in Champions ed è in semifinale di Coppa
Italia. Il calcio italiano è noioso e ripetitivo, è dominato dalla
tattica. È notorio: siamo in tempi in cui ci si rifugge nella
conservazione, e il nuovo incute timore e apprensione.
(Foto
SP)