Ancora cinque giorni e poi scatteranno i playout.
Un'appendice supplementare che l’Ambrì avrebbe certamente preferito evitare.
Non è stato il caso e dunque tanto vale fare buon viso a cattiva sorte e
affrontare il tutto con “gioia” e spirito positivo. Di primo acchito qualcuno
storcerà il naso, affermando che non c’è nulla di cui rallegrarsi. C’è poi chi
addirittura teme per un’eventuale relegazione. Onestamente, come già ripetuto
più volte, per l’HCAP è più probabile trovare un orso polare nella Savana che essere retrocessi. Questa sfida contro l’Ajoie deve essere
interpretata come una magnifica opportunità. Su tutti verificare il carattere
di alcuni giocatori in questo determinato tipo di situazioni, come aveva
spiegato in maniera dettagliata il diesse del Lugano Janick Steinmann, nella
stessa situazione dei leventinesi un anno fa. Ma non è mica finita qui. C’è
pure l’occasione di concludere in bellezza, regalando qualche vittoria ai
propri tifosi. Terminare la stagione vincendo è sempre un toccasana, poco
importa il contesto. Insomma, la chance è grande, ora però è doverosa
coglierla. Ovviamente venire a capo dei giurassiani non sarà certo semplice. La
lanterna rossa non ha lasciato nulla al caso, andando ad esempio prendersi
tramite licenza b il canadese del Basilea Jakob Stukel, uno dei migliori
marcatori di Swiss League. L’Ambrì dal canto suo si è preso il rischio di
affrontare la serie con solamente cinque stranieri. Una scelta avventata quella
di non tutelarsi, a differenza dell’avversario. Anche se poi appunto, senza
seri pericoli da dietro, non gli va dato nemmeno troppo peso perlomeno
guardando a un eventuale spareggio che oltretutto si affronterebbe con soli 4
stranieri. Ciò malgrado i biancoblù restano i favoriti. Anche perché nell’Ajoie
ci sono degli interrogativi in merito all’effettiva presenza di alcuni pezzi da
90, su tutti il forte difensore Anttoni Honka. Fondamentale sarà restare
sereni. Pure in caso d’inizio in salita, l’intera piazza non dovrà cadere nel
panico, cattivo consigliere. Lo ha dimostrato il Lugano, la serie contro i
ragazzi di Greg Ireland la si può vincere anche partendo male. E se davvero si
finisse con una sconfitta? Questo sarebbe un ultimo bel campanello d’allarme ed
evidentemente una bocciatura su tutta la linea. Già, perché perdere una serie
contro l’Ajoie schierando sei stranieri può in fondo starci, uscire sconfitti
senza nemmeno aver riempito per intero la casella degli import sarebbe
decisamente più problematico. Eppure, anche in questo caso, sarebbe una bella
lezione da portare a casa al fine di crescere. Ecco perché, indipendentemente
da come vada a finire, questa sfida di playout per l’Ambrì, pur fastidiosa, è
un bene e va affrontata come tale.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)