HC AMBRÌ PIOTTA
Ambrì: un fastidio... da cui costruire
Pubblicato il 16.03.2026 13:30
di Marco Maffioletti
Ancora cinque giorni e poi scatteranno i playout. Un'appendice supplementare che l’Ambrì avrebbe certamente preferito evitare. Non è stato il caso e dunque tanto vale fare buon viso a cattiva sorte e affrontare il tutto con “gioia” e spirito positivo. Di primo acchito qualcuno storcerà il naso, affermando che non c’è nulla di cui rallegrarsi. C’è poi chi addirittura teme per un’eventuale relegazione. Onestamente, come già ripetuto più volte, per l’HCAP è più probabile trovare un orso polare nella Savana che essere retrocessi. Questa sfida contro l’Ajoie deve essere interpretata come una magnifica opportunità. Su tutti verificare il carattere di alcuni giocatori in questo determinato tipo di situazioni, come aveva spiegato in maniera dettagliata il diesse del Lugano Janick Steinmann, nella stessa situazione dei leventinesi un anno fa. Ma non è mica finita qui. C’è pure l’occasione di concludere in bellezza, regalando qualche vittoria ai propri tifosi. Terminare la stagione vincendo è sempre un toccasana, poco importa il contesto. Insomma, la chance è grande, ora però è doverosa coglierla. Ovviamente venire a capo dei giurassiani non sarà certo semplice. La lanterna rossa non ha lasciato nulla al caso, andando ad esempio prendersi tramite licenza b il canadese del Basilea Jakob Stukel, uno dei migliori marcatori di Swiss League. L’Ambrì dal canto suo si è preso il rischio di affrontare la serie con solamente cinque stranieri. Una scelta avventata quella di non tutelarsi, a differenza dell’avversario. Anche se poi appunto, senza seri pericoli da dietro, non gli va dato nemmeno troppo peso perlomeno guardando a un eventuale spareggio che oltretutto si affronterebbe con soli 4 stranieri. Ciò malgrado i biancoblù restano i favoriti. Anche perché nell’Ajoie ci sono degli interrogativi in merito all’effettiva presenza di alcuni pezzi da 90, su tutti il forte difensore Anttoni Honka. Fondamentale sarà restare sereni. Pure in caso d’inizio in salita, l’intera piazza non dovrà cadere nel panico, cattivo consigliere. Lo ha dimostrato il Lugano, la serie contro i ragazzi di Greg Ireland la si può vincere anche partendo male. E se davvero si finisse con una sconfitta? Questo sarebbe un ultimo bel campanello d’allarme ed evidentemente una bocciatura su tutta la linea. Già, perché perdere una serie contro l’Ajoie schierando sei stranieri può in fondo starci, uscire sconfitti senza nemmeno aver riempito per intero la casella degli import sarebbe decisamente più problematico. Eppure, anche in questo caso, sarebbe una bella lezione da portare a casa al fine di crescere. Ecco perché, indipendentemente da come vada a finire, questa sfida di playout per l’Ambrì, pur fastidiosa, è un bene e va affrontata come tale. 
(Foto Ticishot-Simone Andriani)