AC BELLINZONA
"Resto, rilancio e rivoglio il calcio giovanile d'élite"
Pubblicato il 17.03.2026 15:50
di L.S.
Il momento è difficile e il presidente Juan Carlos Trujillo ha voluto intervenire dalla Colombia per parlare dell’attualità granata, che convive con lo spettro della retrocessione. Si presenta con la felpa del FC Llaneros e alla fine si scuserà per non aver indossato quella granata, "ma tra poco devo andare allo stadio perché giochiamo".
Il presidente granata parte subito con una frase a effetto:
“Il momento è difficile e sappiamo che la salvezza a questo punto è molto difficile”.
Trujillo non si nasconde e ormai ha capito che salvare la categoria sarà complicato.
“Purtroppo ci sono giocatori che non sentono la maglia, a cui non interessa vincere o perdere. Questa cosa mi fa molto male, mi dà molta rabbia e non mi fa dormire bene di notte. È gente che quando si perde una partita, chiede qual è il ristorante migliore per andare a cena, invece di andare a casa ed elaborare il lutto della sconfitta”.
Ma ciò che non fa dormire bene il presidente granata è anche il tema legato al calcio giovanile d’èlilte, che il Bellinzona si è fatto soffiare dal Giubiasco, che ha trovato l’accordo con il Lugano.
“È qualcosa di inconcepibile, che vogliamo combattere a tutti i costi. Venerdì parleremo ancora con la Swiss Football League, a cui chiederemo la restituzione di ciò che ci spetta, ossia il calcio d’élite. Non è normale che una piazza come Bellinzona non ce l’abbia e invece un club come il Giubiasco, che milita in categoria inferiori, goda di questa situazione”.
Nemmeno il Lugano può restare tranquillo:
“Non credo che possano dormire tranquilli a Lugano, anche perché ci sono degli aspetti legati alle indennità di formazione in questi ultimi 8-9 anni che siamo pronti a discutere con la Fifa”.
Se la SFL non dovesse ascoltare le ragioni granata, Trujillo sarebbe pronto a dare battaglia:
“Se sarà necessario adiremo le vie legali, perché noi siamo un club che ha strutture e competenza per poter gestire il calcio d’èlite. Noi vogliamo che i nostri giovani abbiano il sogno di poter vestire un giorno la maglia del Bellinzona”.
L’aspetto economico è di estrema rilevanza, anche perché il mercato invernale ha messo a nudo delle deficenze:
“I nostri problemi nascono dalla scorsa estate: ho comprato la squadra otto mesi fa e abbiamo avuto subito il problema della licenza che ci ha tenuto molto occupati. Per il mercato abbiamo fatto ciò che potevamo, ma ci sarebbe stato bisogno di una rifondazione della squadra, cosa che in inverno ormai non era più possibile fare”.
Ci sarà però tempo per farlo, perché Trujillo non ha intenzione di lasciare il club:
“Non me ne vado, né voglio vendere. Voglio soltanto restare e rifondare questo club e aiutare questa città, perché sento che ha grande potenziale”.
Con Bentancur e le azioni non ancora pagate, Trujillo si difende così:
“I nostri avvocati stanno trattando per vedere se arriviamo a un accordo. Ci siamo trovati tante cose da pagare e a quel punto o salvavamo il Bellinzona o ridavamo i soldi a Pablo, con cui ho un ottimo rapporto. Penso che a breve ci sederemo e ne parleremo serenamente”.
In caso di retrocessione, l’obiettivo è presto detto:
“Risaliremo il più presto possibile, magari già il prossimo anno, che verosimilmente vedrà le prime due promosse e la terza allo spareggio”.
Se la Challenge League aumenterà a 12 le sue squadre, lo vedremo il 27 marzo, durante l’assemblea della SFL, ma intanto Trujillo ammette che “quest’anno non abbiamo la squadra per giocare in Challenge League. Ormai l’abbiamo capito e sappiamo che per la salvezza ci vorrebbe un miracolo”.
Il presidente non ha pazienza e lo ammette:
“Se andremo in Promotion League adatteremo il budget alla categoria e recupereremo la garanzia per rinforzare la struttura e la squadra. Ma io voglio risalire subito, non sono pronto ad aspettare troppo. In futuro avremo sempre quattro giocatori colombiani in squadra: questa è una cosa che non cambierà.
Nella “tragedia” granata di una stagione andata male, Trujillo salva qualche giocatore che ha dato l’anima:
“Capitan Dragan (Mihajlovic), il portiere (Muci) o Mosquera, e alcuni altri elementi, hanno dato prova di amore per la squadra. Altri purtroppo no e nelle prossime dieci partite giocherà chi avrà dimostrato di amare questo club e di voler restare anche in futuro”.
E Sannino?
“Lui ama il club e la città, spero che anche in caso di retrocessione possa restare con noi. Sarà una sua valutazione a fine stagione, ma per me sarebbe un onore se potesse continuare a essere l’allenatore dell’AC Bellinzona”.