Il calcio, si sa, è una cosa semplice. Se corri di più
dell'avversario, lo anticipi regolarmente su tutti i palloni e sulle seconde
palle, la possibilità di fargli male aumenterà in maniera esponenziale.
Tuttavia, da questa situazione di predominio, devi cercare di ottenere il
massimo risultato, segnando il più possibile, per mettere la partita in
frigorifero. Perché, se non lo fai, nei momenti nei quali tiri il fiato, chi ti
sta di fronte, se rimasto in partita, può ritrovare metri di campo e coraggio.
Con tutto ciò che ne consegue, ovviamente.
Il San Gallo, contro il Lugano, non ha fatto le cose
semplici. Predominio, sì, ma pochi tiri nello specchio della porta. Errori di
mira, da posizione favorevole e, in generale, una certa sproporzione tra gioco,
possesso palla e, appunto, conclusioni. Aggiungiamoci la falsa sicurezza data
dalla superiorità numerica, per l'espulsione di Daniel Dos Santos (doppia
ammonizione: il ragazzo deve imparare a limitare la foga nei contrasti, ma farà
parte del suo percorso di crescita), ed ecco spiegati i motivi di una vittoria
buttata via dagli svizzero orientali.
Premesso quanto sopra, i ticinesi hanno meritato il
pareggio. E, va detto, a questo giro ci sono i meriti evidenti di Mattia
Croci-Torti il quale, pur avendo perso il suo uomo migliore, ha avuto il
coraggio di provarci fino in fondo, rischiando di concedere agli avversari gli
spazi per chiudere definitivamente la contesa, in particolare togliendo
Papadopoulos per inserire Mattia Bottani, quando molti si sarebbero aspettati
l'avvicendamento con Renato Steffen. L'ex nazionale, invece, col calo fisico
del San Gallo, stava macinando gioco, cercando il dialogo con i compagni. E non
è stato un caso che proprio lui abbia trovato il gol del pari, seppure con la
goffa complicità della retroguardia avversaria, Zigi compreso. Ma anche questo
è calcio.
In definitiva, a Berna sarà, ancora una volta, complicato
portare a casa il risultato, dovendo fare a meno, tra l'altro, di Daniel Dos
Santos, squalificato. Di certo, la chiave della rimonta al Kybunpark è stata
affrontare i duelli individuali e cercare la profondità, anziché passare palla
all'indietro, affidandosi magari a improbabili lanci lunghi, quasi sempre preda
dei terzini avversari. Georgios Koutsias ha dimostrato di non essere, probabilmente,
una punta centrale, perlomeno come siamo abituati a concepire questo ruolo, ma
più un giocatore che può rendere al meglio giocando a sinistra. Per ora, il
punticino di San Gallo è ottima cosa, nonostante il primo tempo; e chissà che
al Wankdorf, nel fine settimana, non si riesca a vedere qualcosa di buono.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)