AC BELLINZONA
Non è ancora finita...
Pubblicato il 19.03.2026 18:11
di Enrico Lafranchi
Venerdì il Bellinzona gioca una gara di capitale importanza contro il Lausanne Ouchy. Le statistiche lasciano il tempo che trovano anche se i losannesi hanno vinto sin qui 4 delle 5 gare giocatesi al Comunale e rimandato a casa una volta i granata (nel 2023) dalla Pontaise con 6 gol sul groppone.
Il risultato, stavamo dicendo, è fondamentale per tentare un ‘salvataggio’ in zona Cesarini. “Se mai, moriremo in piedi” - ci dichiara Beppe Sannino mentre i ragazzi stanno svolgendo un allenamento atletico. Un tifoso, amico di Stefano Pelli, figlio del grande Oscar che aveva portato il Bellinzona militante in DNB a giocare al Wankdorf la finalissima di coppa con il Losanna dei due Vonlanthen (Marcel e il più noto Roger che disputò un paio di stagioni con i nerazzurri dell’Inter), di Ely Tacchella, Richard Dürr e André Grobety (che nomi!), sorridendo ci ha fatto questa osservazione vedendo giochicchiare i granata sul campetto C (tic, toc, tac): “Oscar (cioè il prof. Pelli che la dirigenza andava sempre a richiamare, fu così anche quando Gianmarco Mezzadri - che ha pure allenato il Chiasso negli anni Sessanta e Settanta - alzò improvvisamente i tacchi) i giocatori li faceva correre fino a Gnosca o a Lodrino…”.
Quisquilie ? Beh, i tempi sono cambiati. Come gli uomini e il calcio.
Dispiace però che in questo momento delicatissimo, contro l’ACB (parliamo della prima squadra che sta lottando con tutte le sue forze - invero non eccessive, già all’inizio della stagione era palese che la qualità fosse scarsa o comunque non di una compagine di cadetteria - vedi dichiarazioni di Kubi Turkyilmaz e dello stesso capitano Dragan Mihajlovic - “non siamo una squadra di ChL”) si metta in atto una specie di ‘tiro al piccione’.
Da un giornale, sotto un titolo che è tutto un… programma (‘Bellinzona colpito e affondato’) all’indomani dell’ultima sconfitta: “Il Bellinzona si è reso conto che contro l’Etoile stava accadendo l’inevitabile. E che con grande probabilità, dopo la battuta d’arresto contro i ginevrini non ci sarà più modo di rialzarsi”. E ancora: “Dieci oramai (i punti, ndr) che separano gli uomini di Sannino da quelli di Nogueira. Ma la sensazione è che ieri sera la salvezza sia scappata via”.
Secondo noi occorre invece restare fiduciosi. È, se vogliamo, quanto pretende l’allenatore (lasciamo perdere il patron, in collegamento dalla Colombia). Il Bellinzona al momento è ancora una squadra di Challenge League, si o no?
Lasciamo perdere anche il Carouge, come pure il Wil. La corsa si farà sul Nyon con cui i granata hanno vinto, pareggiato e perso una partita totalizzando 4 dei 9 punti in palio. Troppo pochi?
Sicuramente. Nella sesta giornata si è perso nettamente (3-1, gol bandiera di Sörensen al 92’) ma poi i vodesi sono stati rimandati a casa dal Comunale con le pive nel sacco (2-0, Sadiku e Vogt già nel primo tempo). Purtroppo è successo che 2 punti sono stati buttati alle ortiche più recentemente: squadra in vantaggio, 0-1, con Rossier all’82’, pareggio dei padroni di casa al 92’. Inammissibile!
Nella 27.esima giornata lo Stade Nyonnais deve vedersela con il Rapperswil: non è detto che vinca. Successivamente i vodesi se la vedranno con l’Etoile Carouge (non ancora al riparo, i ragazzi di Pedro Nogueira non possono fare concessioni di sorta), l’Yverdon e lo Xamax (trentesima giornata). Si arriverà così allo scontro diretto del 18 aprile, in calendario al Comunale. Missione impossibile salvarsi? Come ha sempre sostenuto il Mister aspettiamo a dirlo all’ultimo secondo.
Intanto giovedì, Festa dei papà, abbiamo riscontrato un ambiente sereno e tranquillo. La sfida continua. Ha l’aria di essere infinita. Lo si sapeva. Ma la si sta giocando nel presente e non (ancora) nel futuro.
Calcio d’avvio alle 19.30 sotto la direzione del ginevrino Zrinko Prskalo.
(Foto Filippo Zanovello)