AC BELLINZONA
Che parli (almeno) il campo
Pubblicato il 20.03.2026 08:40
di Enrico Lafranchi
Bocche ‘cucite’ per i granata. Lo ha deciso, dalla Colombia, Juan Carlos Trujillo. Peccato. I giocatori parlerebbero volentieri, non hanno mai detto una parola fuori posto. Anzi, spargere frasi dolci (“Siamo un gruppo tosto, tra di noi c’è un ottimo rapporto, questa maglia la sentiamo fortemente” - si è quasi sempre detto il contrario, ndr) è una loro virtù. Allora perché, ci si sta chiedendo tra ‘addetti ai lavori’, non permettere loro di esprimere dei ‘pensieri’ (“non molleremo, siamo stati anche sfortunati, abbiamo dovuto fare fronte a numerosi infortuni” - Sannino lo ha spesso detto ma sono stati in pochi a farlo notare - si è anche andati in trasferta con 14 giocatori di numero!)? Resterà un mistero.
È anche vero che “la paura fa 90”, come dice un proverbio (è anche il titolo di un film con Silvana Pampanini e Ugo Tognazzi), ma per quale motivo togliere la parola a giocatori sempre più impauriti e con il morale a terra? Prima che sul campo bisognerebbe dargli la possibilità di sfogarsi a voce: perché no? Può essere, a nostro modo di vedere, un modo di concentrarsi su una partita che non possono (più) sbagliare. È un po’ questa la situazione attuale. Non diciamo nulla di nuovo.
Sul campo in settimana vediamo giocatori frizzanti, pieni di energia. Il clima è ottimale. Ovvio che in partita qualcosa deve cambiare. Deve esserci più determinazione, più grinta, più voglia. Di vincere, finalmente, una partita che non si vince più da fine gennaio (5-0 contro i ‘ragazzini’ dello Xamax). Si giocava per la 20esima di campionato, oggi siamo alla ventisettesima!
La realtà parla di un Bellinzona ultimo in classifica con meno punti di tutte le altre squadre (-9 addirittura dal Nyon, sulla carta, la più debole) con il peggior attacco (23 gol all’attivo) e la peggior difesa (ben 51 reti subìte, 18 in più degli stessi vodesi). Non è più il caso di parlare di ‘mercato’ invernale fallimentare (si doveva fare qualcosa di più, chiaro), la squadra è quella che è. Difesa ballerina, attacco che manca di incisività e, soprattutto, di un ‘fromboliere’, centrocampo macchinoso, incapace di ‘costruire’ un’azione). A fronte di tale pochezza non si può pretendere più di quanto raccolto. Sannino non è un mago, è un allenatore. A qualche giocatore ha addirittura insegnato a giocare. È un discorso che può sembrare duro ma la realtà è questa. Il Mister ha anche dovuto gestire diversi infortuni. Non si può pretendere che dia un altro ‘taglio’ alla formazione che decide di schierare tra pensieri costanti e dubbi assillanti che gli è difficile, se non impossibile, dissipare in settimana. 
Bando alle ‘chiacchiere’. Stasera bisogna mettere nel sacco i 3 punti in palio. La vittoria è di rigore!
(Foto Filippo Zanovello)