Nessuno è al riparo da brutte sorprese, nemmeno i topscorer
o i giocatori più talentuosi del campionato. I tempi in cui c’era il posto
garantito nel line-up sembrano essere spariti. I playoff sono in effetti appena
iniziati, ma non sono mancate le scelte assai clamorose da parte di alcuni
tecnici. Su tutti sono due gli esempi a far gridare allo stupore. Il tecnico
del Davos Josh Holden per la prima sfida della serie contro lo Zugo ha deciso
di rinunciare a Filip Zadina. L’attaccante ceco è forse l’elemento tecnicamente
più forte dell’intero campionato, la classica pedina che spesso da sola vale il
prezzo del biglietto. Genialità, un trattamento del disco con i guanti di
velluto, il 26enne è un’attrazione e un valore sicurissimo. Zadina ha perlomeno
poi giocato la seconda partita, quella tenutasi ieri a Zugo. Un match che però
ha riservato un altro colpo di scena, stavolta dall’altra parte, con
l’allenatore Benoît Groulx che ha deciso di relegare in tribuna il suo casco
giallo Dominik Kubalik. Il ceco, fiore all’occhiello della campagna di
trasferimento della scorsa estate dei Tori, non è certo all’apice della sua
arte, ma con i suoi tiri al volo rimane un’arma quasi sempre letale. Privarsi
volontariamente del classe 1995 nella fase decisiva del campionato è qualcosa
di anomalo e di difficile lettura, perlomeno dal fuori. Il coach canadese non è
voluto entrare in merito ai dettagli della sua scelta, ai colleghi si è
limitato a dire che si è trattata di una decisione legata esclusivamente a
motivi sportivi rispettivamente tecnici. E così al posto di Kubalik è stato
schierato il connazionale Vozenilek. Inutile dirlo, la curiosità per scoprire
se l’ex Ambrì tornerà in formazione domani, è tanta. A questo punto, è in fondo
lecito aspettarsi di tutto o quasi.
( Foto PostFinance/KEYSTONE/Urs Flueeler)