HC LUGANO
"Il Lugano può farcela"
Pubblicato il 23.03.2026 12:31
di Red.
In un’intervista rilasciata ai colleghi di Planète Hockey, Maxim Lapierre dal Canada ha rievocato alcuni ricordi sulla sua esperienza a Lugano, terminata nell’estate del 2019. Impossibile non citare le due serie contro i Lions, in particolare la finale dell’anno precedente: “Tra noi e lo Zurigo ci fu grande agonismo, sia tatticamente che fisicamente. Ricordo con piacere il boato della Curva Nord all’inizio di Gara 1 dell’atto conclusivo: ci diede una carica enorme. Purtroppo non riuscimmo ad alzare la coppa ma quel Lugano dimostrò di essere all’altezza di una finalissima”.
Il 41enne si è poi soffermato sull’andamento nella regular season da parte degli uomini di Mitell: “12 mesi or sono mi rattristava vedere il club così in difficoltà, ora sono felice della stagione che la squadra è riuscita a disputare. Non era scontato alla prima stagione di un nuovo corso. Per me il Lugano è un’organizzazione solida all’interno della National League e dovrebbe sempre puntare a terminare la stagione regolare nelle prime quattro. C’è una base solida e un tifo davvero appassionato”.
Uno sguardo poi ai playoff e ad un avversario che conosce molto bene: “È bello rivedere il Lugano nei playoff, e ora può approfittare dello status di underdog. I Lions sono nettamente favoriti, sono un ottimo club e sono quasi “costretti” a vincere, fattore che può provocare in loro una forte pressione. Prevedo una serie lunga, sarà importante che i bianconeri mettano qualche dubbio nella testa dei campioni in carica”.
Lugano nella vita di Maxim Lapierre non è solo hockey: “Ho tanti amici in Ticino come Sébastien Reuille e Mirko Bertoli e quando è possibile torno volentieri a trovarli. Pure per la mia famiglia significa qualcosa di speciale: nostra figlia più piccola, Kyla, è nata a Lugano. Tornando all’hockey, non ho mai nascosto che un giorno mi piacerebbe tornare, sarei contento pure di tornare in Svizzera e mettere a disposizione le mie competenze in uno dei 14 club di National League. L’hockey elvetico è sempre più di alto livello”.
Un pensiero infine a Luca Fazzini, il quale sta portando il “suo” casco giallo: “Sono molto felice dei risultati che sta ottenendo, già otto anni fa le sue caratteristiche spiccavano, in particolare il suo tiro fulmineo, vero marchio di fabbrica del “Fazz”. Ammetto che non mi sarei mai aspettato una sua crescita così netta dal punto di vista del carattere e della leadership. Luca ha il Lugano nel sangue, la sua semplicità e l’umiltà lo hanno portato a questo punto della carriera.”
(Foto PPR/Melanie Duchene)