HC LUGANO
Lions a metà dell'opera
Pubblicato il 23.03.2026 23:05
di Sandro Solcà
Lo Zurigo fa suo il break e si porta sul 2-0 nella serie, con il Lugano che non può che mangiarsi le mani, non tanto per le occasioni create, quanto più per i regali concessi ai Lions. La reazione avuta nel terzo tempo deve comunque dare coraggio alla truppa di Mitell in vista di gara 3. I bianconeri sono parsi più pimpanti e affamati dalle parti di Hrubec, tanto da accorciare le distanze prima con Jesper Peltonen (gran lavoro di Ramon Tanner nello slot) e poi con la sassata di Luca Fazzini in powerplay e Schlegel già richiamato in panchina. Lo stesso Fazzini, molto nervoso durante tutto il match così come tutta la squadra, vanificherà l’assalto al pareggio un minuto più tardi per un colpo di bastone. Di certo il Lugano non può recriminare su questo episodio: troppi i regali concessi all’attacco zurighese, in particolare nelle prime due reti e in occasione del 5-2 di Andrighetto, dove il terzetto completato da Hollenstein e Malgin ha avuto fin troppo la vita facile nel proprio terzo.
Inspiegabile, inoltre, il citato nervosismo nelle fila bianconere: in una serie di playoff il minimo che si possa fare è accettare le provocazioni avversarie. Troppo spesso e ingenuamente i sottocenerini sono caduti nelle trappole tese dai Lions, maggiormente scafati ed esperti nel gestire questo genere di contesti. È probabilmente stato questo il leitmotiv dell’incontro, con lo Zurigo, superiore sì ma non immune alle sbavature, che è rimasto più freddo gestendo meglio i momenti a proprio favore e punendo l’imprecisione sotto porta dei bianconeri nei primi 40’. Emblematiche le cinque reti trovate scagliando solamente 20 tiri (lo Zurigo nel terzo tempo ne farà solo tre, colpendo anche un palo con Andrighetto) verso un incolpevole Schlegel, contro le 43 conclusioni totali da parte dei bianconeri.
Per il Lugano era comunque importante tornare a segnare, e quattro reti a questo Hrubec sono un ottimo bottino. La chiave, per sperare di piazzare il contro break mercoledì sera, sarà quella di ritrovare la solidità difensiva che è stata un marchio di fabbrica durante la regular season. Sarà inoltre interessante vedere se e quali contromosse adotterà Mitell. Rimarrà fedele alla sua linea della continuità o adotterà qualche cambiamento nel line-up? Difficile immaginare una rotazione negli stranieri, non impossibile quella dei terzetti offensivi. Anche stasera impalpabile la prova dei primi due blocchi, mentre i principali pericoli sono giunti dal bottom-six. Non a caso, eccezion fatta per la rete di Fazzini, a superare Hrubec sono stati elementi solitamente più nell’ombra come Emanuelsson, Morini e Jesper Peltonen. Lecito dunque pensare ad una sverniciata nelle linee offensive, per tentare di risollevare una serie che, questo Lugano, non merita di vedersi già compromessa.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)