Lo Zurigo fa suo il break e si porta sul 2-0 nella serie,
con il Lugano che non può che mangiarsi le mani, non tanto per le occasioni
create, quanto più per i regali concessi ai Lions. La reazione avuta nel terzo
tempo deve comunque dare coraggio alla truppa di Mitell in vista di gara 3. I
bianconeri sono parsi più pimpanti e affamati dalle parti di Hrubec, tanto da accorciare
le distanze prima con Jesper Peltonen (gran lavoro di Ramon Tanner nello slot)
e poi con la sassata di Luca Fazzini in powerplay e Schlegel già richiamato in
panchina. Lo stesso Fazzini, molto nervoso durante tutto il match così come
tutta la squadra, vanificherà l’assalto al pareggio un minuto più tardi per un
colpo di bastone. Di certo il Lugano non può recriminare su questo episodio:
troppi i regali concessi all’attacco zurighese, in particolare nelle prime due
reti e in occasione del 5-2 di Andrighetto, dove il terzetto completato da
Hollenstein e Malgin ha avuto fin troppo la vita facile nel proprio terzo.
Inspiegabile, inoltre, il citato nervosismo nelle fila bianconere:
in una serie di playoff il minimo che si possa fare è accettare le provocazioni
avversarie. Troppo spesso e ingenuamente i sottocenerini sono caduti nelle
trappole tese dai Lions, maggiormente scafati ed esperti nel gestire questo
genere di contesti. È probabilmente stato questo il leitmotiv dell’incontro, con
lo Zurigo, superiore sì ma non immune alle sbavature, che è rimasto più freddo
gestendo meglio i momenti a proprio favore e punendo l’imprecisione sotto porta
dei bianconeri nei primi 40’. Emblematiche le cinque reti trovate scagliando
solamente 20 tiri (lo Zurigo nel terzo tempo ne farà solo tre, colpendo anche
un palo con Andrighetto) verso un incolpevole Schlegel, contro le 43 conclusioni
totali da parte dei bianconeri.
Per il Lugano era comunque importante tornare a segnare, e
quattro reti a questo Hrubec sono un ottimo bottino. La chiave, per sperare di
piazzare il contro break mercoledì sera, sarà quella di ritrovare la solidità
difensiva che è stata un marchio di fabbrica durante la regular season. Sarà
inoltre interessante vedere se e quali contromosse adotterà Mitell. Rimarrà
fedele alla sua linea della continuità o adotterà qualche cambiamento nel line-up?
Difficile immaginare una rotazione negli stranieri, non impossibile quella dei
terzetti offensivi. Anche stasera impalpabile la prova dei primi due blocchi,
mentre i principali pericoli sono giunti dal bottom-six. Non a caso, eccezion
fatta per la rete di Fazzini, a superare Hrubec sono stati elementi solitamente
più nell’ombra come Emanuelsson, Morini e Jesper Peltonen. Lecito dunque
pensare ad una sverniciata nelle linee offensive, per tentare di risollevare
una serie che, questo Lugano, non merita di vedersi già compromessa.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)